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La persistenza dell’inflazione che turba le banche centrali

Prima la Fed, poi la Bce, per bocca dei loro presidenti e governatori, hanno fatto capire che il futuro dei tassi di interesse, che sembrava decisamente orientato al ribasso, non è più così deciso. Anzi. Powell ha detto a chiare lettere che i dazi “stanno facendo salire le attese di inflazione” e Lagarde, poche ore dopo, gli ha fatto eco, sottolineando che “non ci stiamo impegnando in anticipo su un particolare percorso di tasso”. Insomma, i banchieri centrali stanno lanciando segnali abbastanza chiari, a volerli leggere, sulla circostanza che il ribasso di tassi, che tutti davano per scontato, non lo è più. Per nulla.

L’aria è cambiata insomma. E non tanto (o non solo) perché l’elezione di Trump ha aggiunto una variabile non prevista, ossia i dazi, nei modelli di banca centrale che stimavano un graduale riassorbimento dell’ondata inflazionistica, ma perché l’inflazione globale si è dimostrata assai più resiliente di quanto non si pensasse.

Ocse, nel suo ultimo outlook sull’economia internazionale lo scrive a chiare lettere: “Le pressioni inflazionistiche persistono in molte economie”, e i dati raccolti dall’istituto, riepilogati dal grafico che apre questo post, lo evidenziano con chiarezza. Col passare del tempo aumentano i paesi che mostrano segnali di inflazione crescente.

A ciò si aggiunga un’altra caratterista di questa ondata inflazionistica che è sempre bene ricordare: i prezzi salgono molto più nel settore dei servizi che in quello dei beni, con l’aggravante che negli ultimi mesi si è vista la risalita dei prezzi anche per questi ultimi in alcune economie.

Se dai dati passiamo alle aspettative, il cerchio si chiude. “Anche le aspettative aggregate di inflazione delle famiglie sono aumentate in alcune economie negli ultimi mesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito”, scrive Ocse.

E se le famiglie credono che i prezzi aumenteranno, difficilmente le aziende lavoreranno per deluderle. Toccherà ai banchieri centrali spiegare al mondo che i tassi per adesso rimarranno fermi. E che questo adesso rischia di durare a lungo.