Cronicario: L’economia ripartirà, ma coi soldi vostri


Proverbio dell’11 marzo Chi conosce gli altri è intelligente, chi conosce se stesso è saggio

Numero del giorno: 382 Miliardi in titoli di stato italiani detenuti dalle banche italiane

E finalmente abbiamo capito, grazie all’illuminante spiegazione che ci ha fornito un illustre sottosegretario che discuteva di tutt’altro – robetta di nomine a Bankitalia, niente di che preoccuparsi – quale sia il piano di governo del cambiamento per far crescere la nostra economia alla faccia dell’Ocse, del Fmi, della Banca d’Italia e chi più ne ha più ne metta.

Ve la riporto come l’ho letta così non mi sbaglio per l’emozione. “In un momento in cui c’è necessità che i soldi dei conti correnti degli italiani mettano in moto l’economia – conclude – ci deve essere anche un sistema che tranquillizzi le persone e noi stiamo cercando di tranquillizzare e dare messaggi costruttivi”.

Mentre al governo fanno i costruttori (al netto della Tav), puntando sulla “necessità che i soldi dei conti correnti degli italiani mettano in moto l’economia”, vi segnalo giusto un paio di cose che dovreste sapere circa i vostri conti correnti, a cominciare dall’entità. La tabella sotto riepiloga i depositi bancari delle famiglie (quelli sottolineati in rosso) a gennaio 2019. Notate come crescono rigogliosi.

Le famiglie sono talmente consapevoli del ruolo fondamentale che devono giocare nella partita Italia vs mondo che stanno allevando amorevolmente depositi bancari (e vi faccio grazia di quelli postali) per sacrificarli come vitelli grassi sull’altare del ritorno del pil.

Ma c’è un ma. Mentre si attende il pil prodigo, il nostro beneamato stato, che ogni anno emette un due-trecento miliardi di debito per pagare tutte le gioie della nostra vita, deve collocare i suoi titoli e indovinate chi se li compra.

Non è chiaro? Aspe’, qua forse, dove ci sono alcuni attivi delle banche italiane, si vede meglio.

Esatto, sempre quello sottolineato in rosso. Notate la crescita rigogliosa dei titoli del debito pubblico nell’ampio stomaco delle nostre banche alle quali avete affidato i vostri altrettanto rigogliosi risparmi. Non trovate che sia meraviglioso? Infatti, come dicono quelli bravi, il debito estero è pericoloso, meglio internalizzarlo. Cosa c’è di meglio di un bel pericolo casalingo? Mi fa stare molto tranquillo sapere che le banche che custodiscono i miei risparmi sono imbottite di debito pubblico italiano.

Perché tanto, come dicono quelli ancora più bravi, il debito pubblico è debito con noi stessi. Quindi male che va facciamo pari e patta. Pensate che ripartenza, per l’economia.

A domani.

 

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  1. Claudio Pisapia

    dunque … il problema sarebbe che le banche hanno in pancia sia i nostri conti corrente che i titoli di stato e poiché i titoli di stato sono pericolosi allora anche i nostri soldi sono in pericolo. Poi, siccome 389 miliardi di titoli di stato sono stati comprati da Bankitalia allora la situazione diventa ancora più pericolosa perché “abbiamo un pericolo in casa”, ovvero saremmo più al sicuro se i 389 li avessero comprati banche o entità estere. Ho capito il ragionamento?

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    • Maurizio Sgroi

      Salve
      Le rispondo riportando una vecchia dichiarazione di un ex primo ministro che è stato anche presidente della repubblica, poi faccia lei: “Col debito interno, la corda per impiccarci ce l’abbiamo noi stessi. Col debito estero, la corda ce l’hanno i creditori esteri”.
      Grazie per il commento.

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      • Claudio Pisapia

        Quindi è corretto dire che la gestione della corda è fondamentale? cioè se ne sono io il proprietario posso anche scegliere di non impiccarmi, se invece il proprietario è l’estero a cui gli fornisco corda attaccata al collo allora la possibilità di farmi male è reale anche se mi sono tolto il peso e la scocciatura di dover scegliere. Insomma mi sembra ci sia una differenza tra debito estero e debito interno, come del resto tra debito privato e debito pubblico, come del resto tra avere BTP controllabili e BTP ad orologeria. Tutto magari potrebbe dipendere dalla scelta fatta dall’ex ministro poi presidente. Magari, dico.
        Grazie per l’attenzione

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      • Maurizio Sgroi

        salve,
        il problema, dal mio punto di vista, non è tanto se il cappio al collo sia in mano interna o estera, ma è il cappio stesso, che per sua natura stringe quanto più ti muovi, a prescindere da chi lo tenga. Suicidarsi o essere suicidati è una differenza di lana caprina una volta morti.
        Grazie per il commento

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