Cronicario: Al momento debito arriva il memento debitum


Siccome è venerdì e fra un po’ (quasi) tutti vanno a divertirsi, non c’è miglior momento per ricordarci quanto siano periclitanti le nostre finanze perché fra poche ore l’avremo già dimenticato godendo le gioie di venere. Le finanze pubbliche intanto, che quelle private non sono popolari e molti neanche sanno che sono un problema.

E siccome è venerdì ed Eurostat c’ha fretta di chiuder bottega, ecco che arriva a inizio mattinata, la notifica del debito e del deficit per Ue ed eurozona: l’uno e l’altro per l’una e l’altra sono previsti in calo rispetto al 2014. E’ un bel momento per il memento. E la Commissione Ue è talmente felice che produce questo disegnino:

debito-e-deficit-in-europa

Ai presbiti basti sapere che l’Italia è decima per deficit e seconda per debito. Abbiamo molto da ricordare.

Agli amanti dei grafici facili, piacerà invece questo:

eurostat-debito-e-deficit

E’ questione di minuti, e arriva anche l’istituto di statistica britannico che ormai stampa solo cattive notizie. E casualmente per il venerdì si è tenuta quella delle finanze del settore pubblico. Il grafico è impietoso e non bisogna di spiegazioni:

debiti-pubblici-uk

Ma quest’altro, che viene invece dalla BoE è ancora peggio:

grafico-mutui-boe

In pratica la Banca d’Inghilterra (la vecchina nella foto)

bancainghilterra-jpg-large

ha studiato l’evoluzione del mercato dei mutui a Londra dal 2007. Sulle ordinate si trova la quantità di mutui con un loan to value superiore al 90% del valore della casa, quindi vi prestano 90 o più euro se la casa vale 100. Sulle ascisse la quota di mutui superiori a 30 anni. Nel 2007 il 35% dei mutui avevano un loan to value superiore al 90% e la proporzione dei mutui superiori ai 30 anni era di poco superiore al 30%. Nel 2016 i mutui con LTV superiore al 90% si sono dimezzati – dopo essersi quasi azzerati fra il 2009 e il 2012 – mentre la proporzione dei mutui ultratrentennali sfiora il 70%. In sostanza i londinesi si comprano casa indebitandosi praticamente a vita. Alla salute di chi festeggia i rialzi immobiliari di Londra.

Il memento debito britannico fa scolorire il pallido tentativo dell’Istat che poco fa se n’è uscita con la sua notifica semestrale dell’indebitamento netto italiano a Bruxelles riferita al triennio precedente. Roba noiosa, ma strategica, visto che sulla base di questi dati i nostri amici europei si fanno i loro conticini sui vari fiscal compact, che di questi tempi col governo che vuole sforare più del solito non è saggio sottovalutare. Ma siccome è venerdì, non la vedranno prima di lunedì.

Sempre perché è venerdì, e perciò vi voglio salutare con una buona notizia, vi propongo un altro primato italiano, che essendo il secondo che ho trovato questa settimana mi ha messo particolarmente di buonumore e spero farà lo stesso anche a voi:

giovani-che-vivon-coi-gentitori

L’Ocse si è divertita a calcolare la quota di 15-29enni che vive con i genitori. E anche stavolta siamo primi: con l’81%. Chi dice che dipende dalla crisi e dalla disoccupazione dovrebbe avere la cortesia di spiegarmi come fanno i messicani ad essere al 54% o i greci, che nell’immaginario nazionale sono dei derelitti, a stare al 76. Nessuna spiegazione? Immaginavo.

A lunedì.

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