Gli investimenti nell’EZ tornano al 2008, ma non in Italia

La grande fame di investimenti di cui soffre l’eurozona da un settennio sembra essersi saziata se è vero, come dice la Bce nel suo ultimo bollettino economico, che “gli investimenti delle imprese dell’area dell’euro sono tornati ora sul livello massimo pre-crisi registrato nel 2008”, pure se “in altre economie avanzate il recupero è stato più marcato”. E in effetti, il grafico che testimonia questa evoluzione mostra che Usa e UK hanno superato il picco del 2008 rispettivamente dal 2011 e dal 2014, mentre Germania e Francia sono arrivate praticamente insieme con l’intera EZ a questo livello solo di recente.

Il grafico dice anche altro: mostra con chiarezza che fra le grandi economie europee quella italiana ha il triste primato degli investimenti delle imprese ancora assai al di sotto del livello raggiunto nel 2008. L’indice, infatti, è di poco superiore a 70, un livello globale ancora inferiore di quasi il 30% dal picco del 2008. La Spagna, l’altra grande economia europea colpita dalla crisi, mostra un andamento più vivace, con gli investimenti ancora al di sotto del livello 100 – indice del 2008 – ma in evidente recupero rispetto al minimo di 70 toccato dopo il 2011.

La debolezza degli investimenti italiani non dovrebbe essere presa sottogamba, visto il rilevante peso specifico della nostra economia in quella dell’eurozona. Un altro grafico, che misura il contributo dei paesi dell’area all’andamento degli investimenti, consente di apprezzare questa caratteristica.

Qui si osserva che quando gli investimenti crollarono, fra il 2008 e il 2012, l’Italia contribuì significativamente al crollo, mentre al rebound l’Italia ha contribuito molto poco. Se l’Italia avesse contribuito alla ripresa quanto ha pesato sul calo, il livello degli investimenti delle imprese dell’EZ sarebbe sicuramente superiore dell’attuale. La buona salute dell’Italia, insomma, dovrebbe stare a cuore dei nostri partner almeno quanto dovrebbe stare a cuore a noi. Il problema è che dovrebbe. E basta.

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