Cronicario: La resilienza degli aruspici di Bruxelles
Proverbio del 13 febbraio L’acqua di febbraio è promessa per il granaio
Numero del giorno: 0 Tasso di inflazione Svizzera a gennaio 2017
Son tutti bravi a sfottere gli antichi, che mantenevano una corte di sfaccendati a sventrare animali e leggere le viscere per indovinare il futuro. Costoro, gli aruspici, era gente bennata, mica come noi, indovinatori occasionali. E tuttavia oggi li sfottiamo: figurati se si può indovinare il futuro sbirciando fegatini di pollo.
Infatti serve altro. Abitare a Bruxelles, intanto, e magari trovare lavoro nella Commissione Ue che ha rilasciato proprio poco fa le sue previsioni invernali sull’economia europea. I nostri moderni aruspici sono stagionali. E l’ha fatto senza sventrare niente che respiri Forse, qualche computer che sarà collassato dovendo digerire una mole di dati che stenderebbe un esercito. E la cosa incredibile è che tutti li hanno presi sul serio.
Ne è venuta fuori una raccolta di previsioni che solo un maniaco leggerebbe. A me basta sapere che la ripresa economica è prevista duri quest’anno e anche il prossimo e il successivo, e che per la prima volta da un decennio tutte le economia sono previste in crescita nei tre anni considerati. Gli aruspici di Bruxelles non vanno oltre il triennio, e poco importa che non ci azzecchino quasi mai. Comunque continuano a farle, le loro previsioni. “La crescita si è dimostrata resiliente l’anno scorso”, osservano. E per un attimo dubito che stiano parlando della crescita economica. I veri resilienti sono loro, altroché.
In ogni caso, questo è quello che ci tocca.
Gli aruspici di Bruxelles, e questa è una delle ragioni del loro successo, hanno una buona parola per tutti. Persino per la Grecia, che “mostra segni di ripresa collegati all’applicazione del programma”.
Mentre per i campioni dell’EZ si parla di momento robusto fra nuove sfide.
Fra le sfide tedesche immagino sia contemplata anche quella difficilissima di tenere il saldo di conto corrente sotto il 10% del Pil.
Difficilissima almeno finché non ci mette lo zampino Mister T, che ormai spaventa più della mosca tsé tsé. Guardate che roba gira negli States.
La guerra commerciale che il neo presidente minaccia di fare un giorno sì e l’altro pure spaventa tutte le anime belle in patria, e probabilmente anche qualcun altro dall’Europa al Pacifico. Il Giappone, per esempio, che dopo Cina e Messico è il terzo per surplus commerciale verso gli Usa. Sarà sicuramente un caso, ma oggi è uscito il dato sul pil nipponico, cresciuto dello 0,2% nel quarto trimestre, in deciso rallentamento. Sembra l’inizio di un film per nulla edificante.
E poi c’è il Canada ovviamente.
che col Messico condivide il trattato Nafta che Trump ha detto di voler rinegoziare. Un problemino non da poco, atteso che il Canada spedisce negli Usa il 76% del suo export totale. Speriamo sia resiliente.
A domani.








