Cronicario: Scoppia la guerra del Golfino


Proverbio del 5 giugno Lo stolto, pur di non rischiare, non tenta mai nulla

Numero del giorno: 2,7 Crescita pil prevista da Banca mondiale nel 2017

Ditemi voi se si può iniziare un lunedì mattina, che uno parte già rincoglionito dopo l’ennesimo ponte, con questa roba:

Che, che che? Si il Qatar tuttodunotratto ha fatto incazzare mezzo Medio Oriente. Se guardate una mappa dell’area vi fate un’idea più chiara.

No lo vedete il Qatar? Spetta..

Ecco ora lo vedete: è quello spuntone di sabbia che si affaccia sul Golfo Persico, già teatro di grandi e magnificenti guerre di fronte alla quale il ban sul Qatar impallidisce di vergogna. La guerra del Golfo si è ridotta a quella del Golfino.

Senonché c’è poco da ridere. A parte il fatto che i poveri qatariani rischiano di rimanere a stomaco vuoto, visto che il Medio Oriente fornisce il 49% delle importazioni di cibo, buona parte del quale dal confine Saudita, ora chiuso,

lo spuntone laggiù è uno dei paesi più ricchi del mondo, nonché notevole esportatore di materie prime e dotato di un fondo sovrano a dir poco pingue che ha un qualche interesse anche dalle nostre parti.

Che ne sarà di noi? Si chiedono gemendo e contriti gli osservatori made in Italy. Probabilmente nulla. Peraltro stamattina il petrolio è salito di un’anticchia, salvo poi tornare dov’era e per giunta calare. Perciò quest’argomento lo consegnamo al cazzeggio degli sedicenti analisti e andiamo oltre. C’è vita fuori dal Golfino.

Ad esempio se andiamo giusto un filo più a Oriente troviamo la nostra amatissima Cina, fresca di litigio con l’Ue sulla questione MES, ossia lo status di economia di mercato che Bruxelles avrebbe dovuto riconoscerle, dove qualcuno osserva una crescere dei deflussi nel mese di aprile.

 

Sarà mica che gli investitori tornano a riprezzare il rischio cinese? O, più probabilmente, hanno di meglio da comprare. Per dire, c’è quella roba che si chiama Bitcoin che sta arrivando al record di tutti i tempi scrivendo un nuovo capitolo del lunghissimo libro dedicato alle sòle finanziarie iniziato – grossomodo – con la mania dei tulipani scoppiata in Olanda nel XVII secolo.

Ma d’altronde pure da noi c’è poco da ridere. La borsa cala dell’1% mentre scrivo e si litiga sulla questione dell’Ilva, con le varie cordate a disputarsi il cadavere. Ma la vera notizia arriva dal MEF. Nei primi quattro mesi del 2017 le entrate fiscali sono aumentate del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Una robetta da quasi 125 miliardi. Ed ecco un’altra cosa che in Italia cresce sempre, come le pensioni.

A domani.

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