Cronicario: Redditieri di tutta Italia, unitevi!


Proverbio del 20 ottobre Un oggetto rubato non dà gioia al cuore

Numero del giorno: 0,5 Stima crescita pil secondo Bankitalia nel III trimestre

Prima che chiudo bottega, visto che è venerdì e per 48 ore sparisco, devo dirvi un paio di cose che non potete ignorare. Ecco la prima:

Che vuol dire? Che siamo diventati dei discreti redditieri che incassano un dignitosissimo gruzzoletto dai propri investimenti esteri (e vi risparmio quello che incassiamo da quelli patriottici). L’istogramma ocra misura proprio i redditi primari della bilancia dei pagamenti, che da una vita registravano deficit e adesso hanno segnalato un surplus di quasi dieci miliardi in un anno contribuendo al miglioramento del saldo di conto corrente. In pratica vuol dire che dall’estero sono arrivati più soldi di quanti gliene abbiamo mandati noi.

Esagero? Ma avete visto come stavamo nel 2011? Avevamo un saldo negativo per 60 miliardi. Bastava lo starnuto di un pigmeo e rischiavamo l’apocalisse. E in effetti ci siamo andati vicini. Com’è successo ‘sto miracolo è materia per i secchioni, categoria alla quale mi guardo bene dall’iscrivermi, però qualche sospetto ce l’ho…

Prima che corriate a toccare ferro vi do un’altro possibile candidato.

Il dato è vecchiotto, ma la dice lunga. Oggi le famiglie italiane contano più di 4.000 miliardi di ricchezza finanziaria che genera belle rendite, che diventano bellissime se ci mettete dentro anche quelle che ricavano dagli immobili. Ecco i dati più aggiornati diffusi da Consob.

In pratica siamo seduti sulla nostra fortuna. E non è tanto strano che siamo diventati redditieri, ma che non lo fossimo prima. Come sia possibile che un paese ricco come il nostro abbia un’economia anemica è un mistero, ma una cosa possiamo dirla, per rinsaldare lo spirito di corpo: redditieri di tutta Italia, unitevi!!

Potrebbe pure bastare per oggi, mi dico, ma poi mi casca davanti agli occhi uno di quei grafici che ti fanno venire voglia di studiare (ma solo per un minuto) Lo metto qui, magari viene a voi (ma non credo).

Osservo alquanto scioccato quell’esercito di giapponesi di oltre 65 anni che pesa quasi il 50% sul totale della forza lavoro, e a seguire vedo il nostro quasi 40%, avviato a diventare un buon 75%, quasi quanto il Giappone, nel 2050.

E allora mi sorge il sospetto che sia questa demografia l’autentica protagonista della nostra economia, che somiglia sempre più a quella del Giappone: ricca e pigra. Ma è tardi per cercare una risposta.

A lunedì.

 

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