Cronicario: Ci siamo bevuti 130 miliardi e si vede


Proverbio del 4 dicembre Un vecchio seduto vede più lontano di un giovane in piedi

Numero del giorno: 2,5 Inflazione % annua prezzi alla produzione EZ in ottobre

Ora non fate della facile ironia collegando il rinnovato entusiasmo economico di queste ultime settimane, con gli indici di fiducia che volano in alto come i vostri scoperti bancari, semplicemente perché Eurostat si è premurata di farci sapere che nel 2016 ci siamo bevuti, come europei e al netto di ristoranti e hotel, 130 miliardi di euro di cicchetti.

Sarebbe una roba ai confini della fake news. Nel senso che i nostri consumi alcolici – peraltro la spesa delle famiglie italiane è fra le più basse d’Europa –

sono stabili abbastanza da far sospettare che il nostro entusiasmo economico dipenda da altre ragioni.

E’ interessante tuttavia osservare che questa cifra equivale approssimativamente a ciò che le famiglie europee spendono per prodotti e attrezzature mediche e persino leggermente superiore alla spesa per protezione sociale o istruzione nel 2016.

Il senso di questa perla di saggezza m’appare in tutto il suo lucore non appena leggo sul Wall street journal che il contagio da Bitcoin, versione monetaria della dipendenza, potrebbe contagiare anche la Fed, come noto già pesantemente compromessa da quella droga rettangolare e verdona che viene spacciata nei mercati internazionali sotto il nome il codice di dollaro.

Di quest’ultimo si conoscono da tempo gli effetti collaterali, e tuttavia nessuno riesce a contrastarli. Anzi, sono stati osservati evidenti casi di esagerazione che dalla banca centrale sono percolati, per il tramite del sistema bancario, verso le famiglie. Americane, ma non solo.

Di fronte alla dipendenza valutaria, quella alcolica mi sembra persino innocua, visto che fra l’altro ci costa meno di quello che spendiamo per istruirci, altra pratica perniciosa che per fortuna il progresso tecnico sta degradando in quella dell’autoadorazione.

Quindi alzate i calici senza troppi sensi di colpa e ricordatevi che bere serve pure a dimenticare che gira una legge di bilancio che minaccia di svegliarvi bruscamente, per via fiscale, dal torpore etilico. Vi do giusto un paio di dati. Il passaggio al Senato della manovra finanziaria ha prosciugato il cosiddetto fondo esigenze indifferibili

e così ai camerieri, ossia gli onorevoli che abitano la Camera, rimangono appena 64,5 milioni per il 2018, 197,3 milioni per il 2019 e 347,0 milioni per il 2020. Quest’ultimo importo è stato rimpinguato grazie alla web tax, che è tutto dire. Sicché se i camerati, sempre quelli che stanno alla Camera, vorranno spendere di più per esigenze altrettanto indifferibili, dovranno trovare nuove risorse. E secondo voi dove le trovano?

Ecco appunto.

A domani.

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