Cronicario: Splatter story: L’imBoschiata di Ghizzoni


Proverbio del 20 dicembre Parole sdolcinate, delizie degli sciocchi

Numero del giorno: 16.600/42.500 Pil pro capite in Calabria/pil pro capite a Bolzano

Visto che la tensione ormai scemava, specie dopo l’audizione del Visco maschio senza rischio di ieri, la commissione che indaga sull’orrore bancario non poteva che degenerare nello splatter sostituendo al discreto batticuore tipicamente horror quel vago senso di nausea che di solito si associa alle trippe esposte.

Di solito in queste storie c’è un individuo poco rassicurante armato di ascia che spezzetta una povera disgraziata e non si fa economia di primi piani alle frattaglie. Di solito il tipo s’imbosca, attende la vittima e poi la sfracella, per la gioia dei macellai. Nel caso della commissione bankhorror, che è organismo sobrio, si è optato per una sceneggiatura più sobria all’apparenza, ma assolutamente di genere. Come in ogni copione che si rispetti ci sono un lui dal ghigno vagamente inquietante e una lei bella e dannata dalla sorte.

Come da copione, lui prima s’imbosca e poi sferra il colpo mortale. Niente sangue però. Solo parole, taglienti come lame e altrettanto mortali, però, per la nostra bella, che finisce affettata per la gioia del pubblico pagante.

Il cattivo di questa storia è Federico Ghizzoni, da un pezzo ex ad di Unicredit. Da bravo cattivo in formazione si è celato nell’ombra di un qualche meritato riposo, dove magari sarebbe rimasto inerte come un residuato bellico inesploso, fino a che quei sadici della commissione, che tirano avanti lo show horror/splatter per la gioia dei taxpayer, non lo avessero tirato per i capelli chiedendogli della Boschi. L’imboscata è diventata un’imBoschiata.

Ed a questo punto il cattivo ha calato l’accetta. “La Boschi mi chiese di valutare l’acquisizione di Banca Etruria”. Ciò avvenne il 12/12 del 2014 e sicuramente sarà stato alle 12: un mezzogiorno di fuoco o una mezzanotte di ghiaccio, come sarebbe coerente col genere. In ogni caso “fu un colloquio cordiale – dice l’imBoschiato – non avvertii pressioni da parte del ministro”. Non sappiamo se ciò sia dipeso da insensibilità sua o dalla leggerezza di lei. Sappiamo però un’altra cosa che l’ex ad, che come tutti gli ex ha una memoria di ferro e ama le confidenze postume, rivelare agli spettatori nella immensa cattiveria: a gennaio ricevette una mail di Carrai (Marco) nel quale l’imprenditore amico di Renzi diceva che era stato sollecitato a chiedere notizie circa gli sviluppi dell’acquisizione di Banca Etruria.

Ghizzoni, che come tutti gli ex ha una memoria di ferro, ama le rivelazioni postume e ha un caratteraccio, prima decide di non rispondere. Ma poi il buon senso dell’ad che non è ancora ex gli fa propendere per una risposta diplomatica: “Ok, ti confermo che stiamo lavorando e contatteremo i vertici di Etruria”. Notate il tu, che i potenti usano fra loro riservando il lei a noi poveracci da bar.

E come finì la storia? La richiesta non pressante produsse un’analisi non pressata, che condusse alla decisione non pressapochista di comunicare il 29 gennaio ai vertici di Etruria che Unicredit l’avrebbe lasciata a patire le sue pene da sola. A noi, quindi. L’11 febbraio la banca dove allignava Boschi padre fu commissariata, finché il 24 febbraio non fu chiesto di nuovo a Ghizzoni, stavolta da Bankitalia, se fosse disposto a riaprire il caso. Ma quello, cattivo come tutti i cattivi, disse no. “Ma quando c’è stato bisogno di un intervento, come nel caso delle quattro banche, abbiamo fatto la nostra parte”, conclude l’ex, ora mutilatore in carica delle belle speranze della Boschi figlia, con un corollario che manderà in sollucchero gli amanti del genere: “Alla prima occasione di esporre i fatti, che è oggi, li ho esposti”, dice il nostro villain, evidentemente mai sentito/intervistato/invitato a parlare prima. Capito che succede a provocare i cattivi? Che poi quelli fanno cattiverie.

A domani.

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