Cronicario: Io ti dazio, tu mi dazi ella si strazia


Proverbio del 4 aprile Ogni occhio ha il suo sguardo

Numero del giorno: 2.918.000 Lavoratori a tempo determinato in Italia a gennaio

Ormai è una roba da bulli la rissa ormai evidente fa l’Impero che tramonta a Occidente e quello che si leva ad Oriente, in mezzo ai quali – geograficamente oltre che culturalmente – ci troviamo noi europei, eternamente indecisi fra l’uno e l’altro, col rischio che finiamo col prenderle da tutti.

Quelli che temono una guerra commerciale fra Usa e CIna stiano sicuri: c’è già. Trump, non contento d’aver daziato i cinesi e il resto del mondo, pure se con ampie esenzioni, su acciaio e alluminio, e poi aver proseguito coni dazi ad personam contro i cinesi – che hanno amorevolmente ricambiato – ha fatto sapere oggi di aver messo all’indice un’altra vagonata di prodotti cinesi per una cinquantina di miliardi di valore. Questi ultimi, i cinesi non i prodotti, stavolta hanno reagito più rapidamente del solito e hanno daziato per uguale importo un migliaio di prodotti Usa, fra i quali la soia e gli aeroplani, due delle grandi gioie esportatrici dell’Impero d’Occidente. Dopodiché i diplomatici cinesi hanno aggiunto che la Cina è aperta a un dialogo sulla base di “basi paritarie e mutuo rispetto”.

Il nostro amato Mister T, peraltro, ha risposto da suo pari.

E così via. Pensate che ne usciremo indenni? Macché. Ai più curiosi farà piacere sapere che il deficit commerciale degli Usa con la Cina è iniziato nel 1985 e non si è mai ridotto, anzi è aumentato. Ma mica solo nei confronti della Cina. Guardate questo riepilogo proposto oggi sul WSJ.

Quelli rosso fuoco siamo noi europei, che abbiamo lucrato ampiamente sul buon appetito pagato a debito dagli statunitensi. Quindi la guerra commerciale fra Trump e Xi danneggerà l’Europa almeno quanto – se non di più – la Cina e gli Usa. Per dire, la Coldiretti oggi ha fatto sapere che l’aumento del prezzo della soia, provocato dai dazi, potrebbe tradursi in un aumento del costo della carne. E mille altre di queste storie ci verranno a raccontare. Le borse intanto arretrano da giorni mentre i politici europei, che parlano di ogni cosa, oggi erano particolarmente silenti.

E d’altronde bisogna capirci, a noi europei: la storia e la vocazione ci spingono verso il commercio internazionale nel ruolo di venditori. Siamo stati i cinesi degli anni ’50 e anche dopo. Né possiamo mordere la mano che ci ha nutrito e protetto per tutto questo tempo, che peraltro ci somiglia magnificamente per vizi e virtù. Che fare perciò? Facile: niente. L’America dazia, l’Europa si strazia. C’est plus facile.

A domani.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.