Cronicario: Zitti zitti (ma anche no) finalmente decresciamo


Proverbio del 31 luglio Il ramo troppo duro si spezza col vento

Numero del giorno: 10,9 Tasso % disoccupazione Italia in crescita a giugno dello 0,2

E adesso che il pil del secondo trimestre segna un accelerazione che decelera al +0,2% rispetto al primo, ci vogliamo fare un applauso? Anche perché il dato fa scopa con l’andamento (sempre dello 0,2, guarda il caso) del tasso di disoccupazione che però aumenta a giugno arrivando al 10,9. Godetevi in diretta la cronaca della nostra decrescita felice. Istat, parte 1:

Aggiungo, visto che il commento non lo dice, che “la variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e di un aumento sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”. L’export netto, insomma, ha remato contro. La variazione acquisita per il 2008 è +0,9. Per adesso. Quanto al mercato del lavoro, godetevi Istat/2.

Qualcuno si sorprenderà nel leggere che la buona notizia del calo degli inattivi si sposi con la brutta notizia dell’aumento dei disoccupati, ma dipende fatto che forse ignorano come funzionino le rilevazioni statistiche. Ma stiamo procedendo a passo spedito verso l’emersione delle disoccupazione che servirà, nei piani di qualche genio che dà consigli al governo, a farci avere più flessibilità di bilancio grazie alla quale magari pagare il reddito di cittadinanza.

Scherzi a parte (ma come si fa?) il dato italiano è sottotono sia rispetto al livello della crescita dell’Eurozona (+0,3 nel secondo trimestre rispetto al primo, +2,1% su basi annua), sia rispetto all’andamento della disoccupazione, che nell’EZ rimane stabile all’8,3%.

Tutto ciò accade mentre l’inflazione nella zona euro accelera, +2,1% a luglio, prendendo slancio persino in Italia (+1,5%), con carrello della spesa che arriva al +2,3%, con ciò assecondandosi le recenti scelte di politica monetaria che concluderanno a fine anno l’esperienza del QE.

Tutte queste belle notizie arrivano mentre le aule parlamentari sudano copiosamente per sfornare prima di ferragosto il mitico decreto Dignità che dovrebbe limitare i contratti a termine che sono l’unica cosa che aumentano in Italia, ma soprattutto mentre ormai 34,5 milioni di italiani fanno o si preparano alle vacanze, secondo i dati suggeriti da Federalberghi. Si osserva con piacere che l’80,2 di costoro faranno vacanze sovrane, contro il 78,6 dell’anno scorso. Ma soprattutto che sono aumentati dello 0,5% quelli che le fanno. E ancora non c’è il reddito di cittadinanza.

A domani.

 

 

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