Cronicario: Più Dignità per tutti, a cominciare dai tabaccai


Proverbio del 25 luglio Il chilometro è lungo per chi è stanco

Numero del giorno: 70 Aumento % Tassa rifiuti dal 2010 secondo Confcommercio

Siccome vivo in un paese che ha talmente a cuore la Dignità delle persone da intitolarci una legge, appena posso mi abbevero al cronicario parlamentare per osservare in qual modo le nostre classi digerenti (rectius, dirigenti) interpretino questa categoria dello spirito. Non c’è nulla di più istruttivo, circa l’andazzo del periodo, che osservare la declinazione materiale di un valore morale.

Avrete letto da qualche parte la storia dei contrattisti a termine della Nestlé impiegati a Benevento che non hanno ricevuto il rinnovo a causa della decisione del governo di limitare a 24 mesi il tempo determinato. E magari vi siete guastati la digestione leggendo dei famosi 8.000 posti a rischio iscritti nella relazione tecnica del decreto, che ha provocato scintille epistemologiche fra il capo dell’Inps e un paio di ministri. Roba da prime time, ma c’è di meglio dietro le quinte. Personalmente ho trovato più istruttivo un bellissimo comunicato stampa diffuso ieri dalla Federazione dei tabaccai che come tutti – e giustamente – rivendicano con commovente prosodia la loro Dignità. Cito solo alcuni stralci perché non mi regge il cuore: “Così ammazzano un’intera categoria, quella dei tabaccai (…) nessuna categoria commerciale può sopravvivere a simili riduzioni (…) resteranno senza reddito 80.000 famiglie (…) così annientano una categoria”.

Ho capito subito che la dignitosissima dichiarazione di futura morte presunta dei tabaccai avesse a che fare colla Dignità di cui si discute a Montecitorio. Mi sono armato di santa pazienza e ho scrutato qua e là finché non ho scoperto che qualcuno dell’opposizione – pare che esista davvero e che ogni tanto si incarni in un certo Pd, ma anche in una tale Fi e quant’altro – aveva proposto di ridurre gli aggi dei tabaccai sui Gratta e Vinci, il Lotto e il SuperEnalotto, ossia il guadagno dei dignitosi tabaccai sul dignitosissimo gioco d’azzardo rappresentato dalle lotterie dei poveracci. E che le lotteria siano una roba da poveracci, più o meno disperati non bisogna aver letto Balzac (ma comune leggetelo che vi fa bene) per saperlo. Peraltro mi sembra di ricordare che la Dignità statale preveda anche il contrasto alla ludopatia. Ma forse non vale per i Gratta e vinci, chissà.

La sedicente opposizione aveva proposto di dimezzare l’aggio sui Gratta e vinci dall’8 al 4% e di ridurre quello sul Superenalotto al 6,5%. Leggendo la pregevole nota della Federazione ho scoperto che il gioco “pesa il 50% del fatturato dei tabaccai” e questo spiega perché la loro dignità valga quel robusto 8%, così come quella dello Stato valga quei chissà quanti miliardi che arrivano dalla vendita di illusioni ai poveracci. E siccome con la Dignità non si scherza, ecco che la stessa opposizione, che s’era premurata di fare una cosa all’apparenza dignitosa a favore dei poveracci ludopatici, ritira il suo emendamento, perché vivaddio la Dignità dei tabaccai non si tocca e ci eravamo sbagliati, signora mia.

Visto l’andazzo non mi stupisco che faccia bene il ministro uno e bino a ricordare che è meglio aspettare la fine dell’esame parlamentare, e quindi l’approvazione, prima di pronunciarsi sulla congruità dignitosa del provvedimento. Per dire: hanno provato pure a infilarci la detassazione della sigaretta elettronica, che ricorderete era uno dei punti qualificanti del Nuovo Contratto Con Gli Italieni. Anche perché nel frattempo che i tabaccai suonavano la campana a morto, dal Nord Est, terra di aziende che funzionano e di leghismo arrembante, arrivava un appello degli imprenditori contro la decisione dei ridurre a due anni il tempo massimo dei contratti a termine e di reintrodurre le causali, al quale il viceministro leghista all’economia ha promesso di rispondere “coi fatti”, lasciando trasparire l’intento di garantire più dignità per tutti. “Vedremo quando arriveremo all’articolo 1”, ha detto con tono maschio.

Sicché i poveri beneventani rimasti disoccupati per eccesso di dignità, stiano sereni. Li salverà il solito nord produttivo a vocazione leghista, a loro sudisti, in perfetta continuità con lo spirito italiano che per fortuna resiste persino all’invincibile governo del cambiamento e alla sua opposizione zen. Vi sembra poco dignitoso? Andate a comandare.

A domani.

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