Cronicario: Macron, Macrì e Micron


Proverbio del 25 settembre La felicità arriva a chi non la cerca

Numero del giorno: 32 Quota % italiani 16-74enni che hanno comprato on line nel 2017

Ci voleva un fenomeno come il presidente francese, galluto com’è costume in quelle latitudini, per fare impennare le quotazioni del deficit pubblico, ormai in disgrazia di stampa (e di venditori di titoli) da svariati decenni e tuttavia ancora irresistibile per i politici che francamente se ne infischiano.

Gli è bastato fare un robusto chicchirichì e improvvisamente tutto il mondo politico ha finito col doversi interessare di lui. Anche perché volete mettere la soddisfazione di fare bella figura coi soldi degli altri e manco quelli di oggi, ma quelli di domani, che prima che se ne accorgono, quelle capre degli elettori, sono già aumentate le tasse? E’ cosi, diciamocelo. Va avanti da una vita. La magia del deficit pubblico ha tenuto in piedi governi e società e mai come ora serve visto che – orrore – sono arrivati loro!!

Dirà qualcuno che da Macron a Macrì – il presidente dell’Argentina in bancarotta – il passo può essere breve, anzi brevissimo, se uno esagera con la voglia di far felici tutti i contribuenti coi soldi loro (questa elementare verità circa natura e provenienza del deficit pubblico viene abbondantemente taciuta, chissà perché). Quindi serve l’italica moderazione semmai a far tesoro di questa risorsa miracolosa che, come la manna, arriva dal cielo, malgrado quei pezzi di me (semicit.) del Mef grazie alle imperscrutabili grazie dei ministri.

Ed ecco perciò che dalle meravigliose alture della politica italiana, arriva la proposta che metterà d’accordo tutti: i madonnari della spesa pubblica e quelli dell’avanzo primario: il deficit poco ma buono. Da Macron a Micron, il nuovo eroe della politica italiana. L’annuncio lo da il ministro Pamplona, che con la consueta grazie e scienza infusa spiega che “il fianco scoperto del nostro paese è il debito pubblico” e che quindi se Macron farà il 2,8% di deficit sul pil, perché è un gallo che non teme confronti, noi che siamo bravi ragazzi faremo un numero che “è ben al di sotto”. Anche se poi “la realtà la vedremo fra qualche giorno”.

Ora non vorrei turbare il nostro governo Micron, ma come elemento di riflessione aggiungo solo questo disegnino facile facile, dove qualunque illetterato come me capisce che il fianco lasciato scoperto dal debito pubblico è assai più ampio di quanto si pensi, visto che arriva al cuore delle nostre banche, che sono quelle cattivissime entità dove teniamo i nostri soldini.

Ecco, indovinate cosa hanno in pancia le nostre banche e poi chiedetevi perché sogniamo Macron e finiamo con Micron, pur di scansare Macrì. Ecco, si chiama realtà.

A domani.

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