Cartolina: Sbilanci centrali

Alcuni secoli fa, più o meno nel 2007, i bilanci delle banche centrali arrivavano a fatica al 20 per cento del loro pil nazionale. Anzi, ci arrivava solo il Giappone, che aveva alle spalle una lunga tradizione di allentamenti monetari, peraltro poco utili a frenare l’annosa deflazione che il paese si trascinava dalla fine degli anni Ottanta. Il bilancio della Fed, per dire della banca davvero centrale, non arrivava al 10 per cento del pil Usa. Ora che è arrivato a sfiorare il 40 per cento del pil, secoli di crisi dopo, si nota con sollevato stupore che ha iniziato a deflettere, mentre ormai il Giappone svetta verso il 140 per cento. Che c’è di male? Direte voi. Nulla. E’ uno sbilancio come un altro che chiede di essere riequilibrato. Ha a che fare con le banche centrali, però, che si chiamano così non certo perché suona bene. Gli sbilanci centrali si mettono a posto, proprio come ogni sbilancio. Ma fanno più male.

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