Cartolina. Invecchiati, non adulti

Voler ridurre a fatto puramente economico la tendenza crescente dei giovani dell’area Ocse a invecchiare in casa insieme coi propri genitori rischia di ridurre un fenomeno complesso a una barzelletta da cabarettisti. I famosi bamboccioni, insomma. Magari fosse così semplice. Magari si trattasse solo di affitti alle stelle e lavoro malpagato, che sicuramente contribuiscono parecchio al rifiuto di separarsi dal nido familiare. Forse c’è molto di più, oltre a questo. E senza bisogno di scomodare la sociologia, che molto spesso prende la scorciatoia dell’economia, ci si può anche accontentare dell’aneddotica che lascia sorgere il sospetto che questa convivenza prolungata, in fondo, piaccia a tutti, genitori e figli. Invecchiare insieme è un buon modo per evitare molte seccature, per i figli come per i padri. Per dirla col poeta, ci vuole un gran talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti. E nei paesi Ocse, com’è noto, il talento abbonda.

C’è forse un richiamo ancestrale al modello di famiglia patri-matriarcale, che pure aveva una sua ragion d’essere? O si tratta piuttosto di un difetto di fabbrica dovuto ad un’educazione iperprotettiva o (a seconda del punto di vista) egocentrica e deresponsabilizzante da parte di chi li ha preceduti. Per onestà intellettuale, benché non mi trovi affatto come genitore in quella condizione da lei descritta nella cartolina, devo riconoscere tuttavia la mia responsabilità per essere caduto anch’io nella tentazione di rendere tutto più facile e semplice ai propri figli, ben sapendo che la vita è una continua “corsa ad ostacoli”. Per cui il “sì” somministrato ai figli , sempre e comunque, è una sostanza psicotropa che induce dipendenza.
Cari saluti
Francesco Barone
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Salve,
credo sia cosa naturale voler render ai figli le cose facili ma c’è molto di vero a mio avviso in quello che lei scrive.
credo altrettanto che questa facilitazione sconti anche il temperamento di chi la concede. Si può far tutto, purché si ricordi che si è innanzitutto genitori. Questo è il principio della responsabilità.
Grazie per il commento
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