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Cronicario: E’ primavera, cadono le borse


Proverbio del 18 maggio Finché si ride di te vuol dire che sei vivo

Numero del giorno: 110.000.000 Multa inflitta dalla Commissione Ue a Facebook

Toccate ferro che passano i gufi. Visto no? La borsa s’ammoscia e tutti a urlare al lupo al lupo. Addirittura qualche fenomeno ha scritto che la borsa di Milano perde due punti, almeno mentre scrivo, perché a Trump piacciono i russi (e non sanno dei cinesi). La qualcosa ha la stessa plausibilità che se vi dicessi che cadono le borse perché è primavera.

Il livello è questo e c’è poco da fare. Quindi tenetevi forte perché si ballerà un po’ e come sempre vince ci finisce il giro, non chi molla. Nel frattempo godetevi i dati Inps sul nostro mercato del lavoro e l’andamento della nostra cassaintegrazione.

Non vi spaventate per l’impennata. Spaventatevi per il fatto che dopo otto anni siamo ancora al livello del 2008. E siamo pure migliorati eh.

Allegri anche perché fra gennaio e marzo 2017 abbiamo avuto, nel settore privato, un saldo positivo di assunzioni per 332 mila persone, qualche decina di migliaia in più del primo trimestre 2016. Allegri poi fino a un cero punto perché il saldo è notevolmente influenzato dall’andamento dei contratti a tempo indeterminato (+22.000), dei contratti di apprendistato (+40.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali).

Il fatto che le borse non c’entrino nulla con l’economia lo illustra bene anche il Giappone, che ha visto un pil del primo trimestre in crescita dello 0,5% – alla faccia dei gufi – per chiudere la giornata di borsa a -1,32%. Storie primaverili, appunto. Come quella dello shale oil, il nuovo petrolio americano, che trovo esemplificata in questa meravigliosa battuta di un tizio di Platts.

E che mi fa il petrolio a metà giornata? Un bel -1,3%. Sempre perché è primavera e cadono anche i prezzi del greggio, malgrado il mercato non sia poi zuppo e anzi c’è qualcuno che si aspetta che arrivi a 60 dollari appena l’offerta diverrà carente.

Per finire in bellezza le storie primaverili di oggi, non potevo che raccontarvi del Brasile che ha cominciato la giornata così.

Aprire la borsa con -10% sembrerà troppo persino in primavera. Ma in effetti laggiù è autunno, e questo spiega ogni cosa.

A domani.

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