Non posso più comprare casa mia


Mi succede che a un certo punto devo cambiare casa perché ormai non ho più spazio abbastanza. Chiaramente sono triste, perché ci abito da quasi vent’anni, e l’idea di impelagarmi in un cambio di casa, con tutto ciò che comporta (agenzie immobiliari, traslochi, notai, burocrazie varie) mi provoca attacchi di panico.

Ma poi mi dico: vabbé. Ci riescono tutti, ci posso riuscire anch’io.

Per minimizzare lo stress metto come condizione il fatto che voglio rimanere nello stesso quartiere. Non mi sembra una grande pretesa.

E quando le varie agenzie immobiliari che inizio a frequentare mi chiedono quali siano le mie aspettative dico: guardi mi bastano un paio di stanze e un bagno in più.

Neanche questa mi sembra una grande pretesa.

Poi finalmente mi decido e propongo a un agente di venire a valutare casa mia.

Mi si presenta un giovane con la solita cravatta larga che mi fa i soliti discorsi tipo: sono il migliore della piazza, di sicuro le vendo casa entro quattro mesi, lo so che gli agenti immobiliari dicono un sacco di balle, ma io sono diverso, eccetera.

Lo ascolto incantato e penso che agenti immobiliari si nasca: impossibile diventare così. Poi arriviamo al punto. Ma quanto vale casa mia? Gli chiedo. Si guarda intorno, si contorce un po’ e poi mi dice che certo, il mercato è calato. Se l’avesse venduta cinque anni fa avrebbe preso molto di più, sottolinea. Al che io dico che avevo ancora abbastanza spazio, cinque anni fa.

Si figuri, mi racconta, che vendevo della robaccia a prezzi incredibili, cinque anni fa. E la gente comprava, comprava…

Quasi quasi mi spiace per lui.

Dunque? chiedo.

Beh guardi…e spara una cifra, quasi scusandosi per quanto gli sembra bassa rispetto a cinque anni fa. Io rimango a bocca aperta. Ricordo esattamente quanto ho pagato questa casetta a metà degli anni ’90. All’epoca, finalmente dotato di un contratto di lavoro spendibile sul mercato dei mutui, la mia retribuzione di neoassunto era decisamente bassa. Ma era in lire.

Il mio povero papà dovette firmare la solita fideiussione per convincere la banca a darmi un mutuo che copriva i due terzi del costo dell’immobile. Dovetti indebitarmi in valuta (franchi svizzeri) perché i tassi fissi italiani erano proibitivi e poiché l’Italia sembrava aver stabilizzato il suo cambio, mi pareva più ragionevole, anche se rischioso, correre un rischio di cambio a fronte di un differenziale fra i tassi italiani e quelli elvetici di oltre otto punti.

Anche perché col mio povero stipendio, se mi fossi indebitato in lire, sarei stato a rischio insolvenza ogni semestre (quando scattava la rata).

Feci un mutuo decennale, durante i quali ho aspettato il mese di settembre e febbraio col patema d’animo della rata. Però ce l’ho fatta.

Tutta questa storia mi è tornata in mente mentre sentivo la valutazione del mio simpatico agente immobiliare.

Mi sono distratto.

Sentivo la sua voce distante magnificare la sua competenza professionale e le sue strategie di vendita, ma vedevo solo numeri.

Com’è possibile? mi chiedevo in silenzio. Se pure avessi lo stesso anticipo (ma era in lire) di cui disponevo  a metà anni ’90 (grazie papà), dovrei fare un mutuo quintuplo rispetto a quello dell’epoca per riuscire a comprare la casa dove abito. In pratica il mutuo dovrebbe coprire oltre i cinque sesti del prezzo.

Poi penso che a metà degli anni ’90 guadagnavo più o meno un quarto di quello che guadagno adesso. Ma adesso vengo pagato in euro. E ciò malgrado col mio stipendio non potrei mai pagare una rata di un mutuo del genere neanche se mi indebitassi in yen. Dovrei fare un mutuo di almeno trent’anni, per avere una speranza di poterlo pagare (a fronte di quello di dieci che feci all’epoca). E l’idea stessa di vivere per trent’anni i patemi delle rate semestrali mi provoca un improvviso bruciore di stomaco.

Mentre le parole dell’agente immobiliare sfumano sempre più sullo sfondo, mi accorgo di un’evidenza che mi sembra valga più di mille statistiche.

A metà degli anni ’90, giovane neoassunto, sono riuscito a comprarmi la casa dove abito. Dopo vent’anni di carriera e di risparmi (e un cambiamento valutario) non più. Oggi non potrei più comprare casa mia.

Figuratevi comprarne una più grande.

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  1. Amedeo Levorato

    E questo spiega molto bene perché l’industria edilizia in Italia è condannata a morte, 500.000 posti a rischio. E le città sono piene di “fondi avvoltoio” costituiti da dirigenti bancari per comprare gli immobili in mano alle banche per i mutui insoluti. E infine perché il mercato immobiliare crollera’ quando lo Stato metterà in vendita caserme e proprietà demaniali con una tassazione immobiliare vicina al 3% del valore degli immobili. In pratica saremo tutti in affitto dallo Stato centralista comunista indebitato e sprecone che ci ritroviamo.

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    • Maurizio Sgroi

      Salve,
      questo spiega, dal mio modestissimo punto di vista, che siamo tutti preda di un fenomeno di illusione monetaria. la ricchezza degli italiani si basa per due terzi su valori immobiliari, pompati dall’introduzione dell’euro, cresciuti grazie ai debiti che hanno fatto gli italiani per comprarli. visto che il livello di debiti sul reddito è passato dal 20-30% dei primi anni ’90 al 70-80 di oggi. Un splendido circolo vizioso. Siamo ricchi grazie ai nostri debiti. E chi non ha debiti si sente ricco perché possiede una casa che (secondo lui) ha un valore totalmente scollegato dalla realtà, se per realtà si intende la possibilità di venderla a una persona normale.
      Ecco perché i prezzi caleranno ancora.
      Poi certo, come dice lei, banche e stato faranno del loro meglio per fare del loro peggio. E’ già successo, appena un decennio fa. E nulla fa pensare che stavolta sarà diverso.
      Grazie per il commento

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  2. dragon trading

    Ciao Maurizio,
    sinceramente il mercato immobiliare non lo conosco, sono ignorante in materia….diciamo che è un mondo che mi interessa poco…..però posso dirti che con la crisi ci sono delle possibilità…..vai a visitare il sito delle aste, tipo Sovemo, oppure il portale aste giudiziarie, in base alla tua provincia troverai diverse occasioni…..forse non sarà nel tuo quartiere, ma forse trovi case con dimensioni maggiori del tuo appartamento a costi decenti, evitando consulenti ed immobiliari…..magari vai a vedere l’immobile di tuo interesse con un amico geometra……e risolvi il tuo problema…..come dice un amico che frequenta le aste “ad ogni bene pignorato corrisponde un futuro padrone”.
    Saluti

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    • Maurizio Sgroi

      Salve,
      in effetti ho fatto pure un giro sui vari portali. ma vedi, quello che volevo mettere in evidenza nel post era solo il paradosso per il quale a valori monetari quadruplicati corrisponde un impoverimento reale. è il mio caso, ma sicuramente molti altri se ne sono accorti.
      in qualche modo troverò una soluzione al mio problema, che però rimane per tutti noi. i danni provocati dall’introduzione dell’euro nel mercato immobiliare ce li porteremo appresso a lungo, purtroppo. e non c’è asta che tenga.
      grazie per il consiglio e per il commento 🙂

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