Il business del XXI secolo: Total entertainment


Ci troviamo a vivere in un mondo paradossale, che chiede sempre meno lavoro a fronte della necessità di un reddito crescente. Il progresso tecnico ha messo fuori mercato diversi mestieri, liberando insieme milioni di ore che prima erano dedicate al lavoro, e contemporaneamente ha alzato il costo del biglietto che dobbiamo pagare semplicemente per essere cittadini del nostro tempo. I nostri padri, per fare un esempio, dovevano pagare una sola bolletta del telefono. Oggi in una famiglia, ogni persona ha la sua, e in più bisogna pagare una connessione per l’abitazione, acquistare diversi dispositivi e buona parte dei contenuti che propongono. Vivere è più caro non perché beni e servizi costino di più, anche se magari in molte casi accade, ma perché ci sono più cose da pagare rispetto appena a venti anni fa. Chi ha qualche capello grigio ne converrà.

A fronte di questo, si è liberata una quantità di tempo che fino a un secolo fa sarebbe stato inimmaginabile. Non solo perché gli orari di lavoro si sono ridotti notevolmente. Ma anche perché, crescendo l’età media, si è allungata l’età di ingresso nel mondo del lavoro e sono aumentati gli anni in cui si sta in pensione. Le società occidentali sono popolate da un numero enorme di persone che – letteralmente – non fa nulla, che, pure qui, non ha precedenti nella storia. Una condizione che J.M.Keynes, in uno scritto degli anni ‘30, aveva immaginato e che già allora gli sollevava diverse preoccupazioni. Nessun governo dovrebbe sottovalutare l’impatto del tempo libero su una popolazione, aveva ammonito.

L’economista inglese non poteva certo immaginare che l’industria del tempo libero, la vera innovazione del XX secolo, avrebbe assunto da lì a un trentennio le dimensioni che ne fanno oggi una delle più importanti arene nelle quali i grandi capitalisti si confrontano per l’egemonia. Oggi, che esistono milioni di persone che – letteralmente – non fanno nulla, occupare il loro tempo intrattenendoli è autenticamente l’affare del secolo. E anche qui le nuove tecnologie sono il campo di battaglia.

Il resto dell’articolo è disponibile su Crusoe, una newsletter che si può leggere solo abbonandosi. Tutte le informazioni le trovi qui.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...