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Il nuovo numero di Crusoe: Le ultime novità sul mercato delle armi


Questa settimana Crusoe propone un numero speciale costruito sulla traduzione dell’ultimo aggiornamento pubblicato dal Sipri sul mercato mondiale delle armi nel 2016. In questa occasione abbiamo pensato che potesse essere utile offrire la traduzione in italiano del documento, curata da Maria Canelli, che ringraziamo moltissimo per il tempo che ci dedicato, in modo che ognuno possa farsi la sua idea, inaugurando una novità che speriamo di replicare anche in futuro.

Anche in questo numero speciale abbiamo deciso di sacrificare la Chat, ma ci rifaremo le prossime settimane.

La lettura di questa settimana invece è l’outlook della Banca mondiale sul mercato delle commodity, un viaggio appassionante lungo mercati solitamente poco esplorati che però determinano gran parte della nostra vita di tutti i giorni, dal caffé della mattina, al pieno dell’automobile. Quindi troverai la zonsueta selezione dei fatti della settimana selezionati da Crusoe e le notizie invisibili, quelle che trovi solo qui su Crusoe. Buona lettura e buon primo maggio a tutti.

Crusoe torna il 5 maggio.

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Il ritorno dell’ottimismo


Da qualche mese ormai l’umore degli osservatori esibisce un certo ottimismo ogni volta che si trovino a relazionare sullo stato dell’economia. Se  parlare di ritorno dell’ottimismo a qualcuno può sembrare eccessivo, non lo è sottolineare almeno la fine del pessimismo che chiunque abbia frequentato in questi anni la reportistica internazionale osservava in ogni dove. L’economia volge al meglio, se non al bene, insomma, e se qualcosa potrà andar storto – sembra di capire – non dipenderà dai capricci dei mercati o degli investitori, che anzi dalla seconda metà del 2016 sembrano tornati a fare il loro mestiere. I veri rischi derivano dal contesto politico. Non bastassero le elezioni europee si temono le ondate di protezionismo che potrebbero generarsi dagli Stati Uniti, dove la nuova amministrazione si segnala per una notevole fantasia, ma soprattutto le fibrillazioni che possono arrivare da Oriente. La (quasi) crisi nordcoreana, che sotto Pasqua ha tenuto mezzo mondo a far scongiuri, o il referendum turco, che vede nascere un nuovo autocrate in una terra da sempre governata da autocrati, con gran sorpresa (?) degli europei, evidentemente convinti che bastasse tirar su grattacieli per diventare moderni. Ma tolte queste quisquilie, il cielo volge al sereno e con lui le aspettative. Quest’anno e il prossimo, addirittura, il Fmi vede una crescita in aumento nei paesi avanzati e in quelli emergenti, e  notizia ancora più sorprendente, una crescita anche del commercio internazionale, malgrado Trump e i suoi sostenitori, viene da dire.

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Il nuovo numero di Crusoe: Il ritorno dell’ottimismo. Grazie a @battleforeurope per la splendida Chat


Questa settimana Crusoe racconta di come qualcosa sia cambiato nell’umore dei mercati internazionaliche sembrano volgere al meglio se non al bello almeno dalla fine del 2016. Pure se ancora volatili, le borse sembrano avviate in un percorso di stabilizzazione, probabilmente incoraggiate dai dati macroeconomici e dagli indicatori di fiducia, che sono cresciuti notevolmente negli ultimi mesi. Il Fmi registra questi miglioramenti nel suo ultimo World economic outlook, dove vengono riviste al rialzo le stime di crescita per quest’anno e il prossimo, pure se rimangono sul tappeto molte criticità e, soprattutto, l’eredità della crisi che si manifesta in tassi di crescita ancora rallentati e profondi gap fra il pil potenziale e quello reale. Servirà un lungo processo di aggiustamento, che dovrà essere composito e coraggioso per sciogliere i nodi rimasti, e non è detto che si riesca. Ma il cambiamento di umore dei mercati e degli osservatori è un passo necessario pure se non sufficiente. La ripresa a venire non può che cominciare da qui.

La Chat di questa settimana con Thomas Fazi (@battleforeurope) osservatore appassionato e informato, che ci pone davanti al bivio cui ci ha condotto la crisi del paradigma neoliberale: da una parte un nuovo paradigma sociale, che non potrà che riguardare anche l’organizzazione dell’economia, dall’altro i fenomeni dal sapore retrò che stanno animando le cronache in queste settimana, dal protezionismo in poi. La lettura consigliata di questa settimana è l’ultimo capitolo del Fiscal monitor del Fmi, di cui abbiamo trattato in parte lo scorso numero.. Come sempre chiudono la newsletter i fatti della settimana selezionati da Crusoe e le notizie invisibili, quelle che trovi solo qui su Crusoe.

Buona lettura.

Ci rivediamo il 28 aprile.

La Chat di Crusoe con @FabioGhironi: Il rischio del protezionismo “strisciante”


Questa settimana Crusoe (C) si è piacevolmente intrattenuto con Fabio Ghironi (F) @FabioGhironi.

C Buongiorno Fabio. I problemi del commercio internazionale hanno rubato la scena agli squilibri finanziari nel dibattito pubblico da quando è stato eletto Trump. Hai notato cambiamenti anche nell’ambiente accademico o tutto è rimasto confinato nelle pagine di cronaca dei giornali?

F Mi sembra ci sia fermento anche in ambito accademico.  In parte, questo risponde all’interesse di istituzioni come IMF, OECD e WTO; in parte è una risposta del mondo della ricerca agli eventi recenti o in corso.  Molti lavori hanno evidenziato il rallentamento del commercio internazionale avvenuto negli anni recenti.  L’IMF ha dedicato all’argomento un capitolo del World Economic Outlook dello scorso ottobre. Da più parti, si è sollevata preoccupazione per protezionismo “strisciante” ancora prima che Trump venisse eletto (per esempio, questa VoxEU column di Simon Evenett e Johannes Fritz e altre. Tra rallentamento del commercio per una varietà di ragioni, protezionismo già esistente e la minaccia che il medesimo possa salire drasticamente, l’attenzione del mondo della ricerca è ovviamente in crescita.  E questo vale sia per la ricerca fatta da accademici sia per la ricerca di tipo accademico (quella che viene pubblicata nelle riviste specializzate) fatta da ricercatori in istituzioni come IMF, OECD, eccetera.  Per esempio, l’IMF sta co-organizzando con la Banca Centrale della Malesia una conferenza sulle minacce alla globalizzazione che si terrà a Kuala Lumpur in luglio.  I problemi del commercio internazionale e la minaccia del protezionismo saranno uno degli argomenti principali, e i partecipanti includeranno alcuni dei migliori specialisti che stanno lavorando su questi argomenti, alcuni dei quali sono basati in istituzioni accademiche e altri in policy institution.

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