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La Chat di Crusoe con @Micheledelvesc: La supply chain e il commercio globale


Questa settimana Crusoe (C) si è piacevolmente intrattenuto con @Micheledelvesc (M)
C Eccoci qua. Comincerei con un po’ di spiegazioni per i nostri lettori. Si sente tanto parla di supply chain, catene del valore. puoi aiutarci a capire meglio cosa si intende e perché si è arrivati a questa nuova categoria economica?
M Sì, è vero oggi il tema della supply chain è molto di attualità soprattutto a livello delle grandi corporate che lavorano a livello globale. Per supply chain sostanzialmente intendiamo tutte quelle attività che vanno dall’approvvigionamento della materia prima fino alla vendita del prodotto finito, passando per tutte le lavorazioni intermedie necessarie. Ogni azienda nel suo piccolo possiede una supply chain. Questo fenomeno è però maggiormente visibile, come accennavo, per le multinazionali le quali hanno dislocato la propria catena su scala mondiale. Sostanzialmente si è giunti a questo tipo di configurazione dell’attività aziendale per ragioni economiche. Le aziende nel corso degli anni, sostenute da costi di trasporto contenuti, hanno trovato più economico acquisire le materie prime o svolgere cicli di lavorazione in paesi terzi. Ho letto per esempio che il costo dell’Iphone sarebbe fuori dalla portata della classe media borghese Americana se tutto il processo di produzione fosse svolto all’interno degli Stati Uniti. Questo con riguardo alle politiche protezionistiche di Trump.
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Il nuovo numero di Crusoe: La difficile riscossa del commercio internazionale. Grazie a @Micheledelvesc per la splendida Chat


L’andamento del commercio internazionale, che mai come in questi mesi è stato sotto osservazione a causa dei timori crescenti di un aumento del protezionismo inizia a diventare rassicurante ma ancora denso di rischi. Il WTO ipotizza una ripresa degli scambi, che ancora nel 2016 sono rimasti deboli, al di sotto della crescita del prodotto, mentre aumentano le tensioni politiche fra i paesi dopo l’arrivo dell’amministrazione Trump che si è dimostrata assai poco tollerante verso i propri partner commerciali eccedentari. In queso numero analizziamo dati e prospettive e ne parliamo anche nella Chat, che ritorna questa settimana dopo una lunga assenza, con Michele Del Vescovo (@Micheledelvesc), che ci offre numerose informazioni utili e una view informata sulle prospettive più probabili.

Come lettura della settimana proponiamo il rapporto annuale del Fondo ESM, di cui poco si parla e ancora meno si sa, mentre è una delle eredità migliori della crisi dell’eurozona, un’entità che ha come missione quella di aiutare gli stati in difficoltà. Poi ci sono le notizie principali della settimana selezionate da Crusoe e le nostre notizie invisibili, quelle che trovi solo su Crusoe. Buona lettura.

Ci rivediamo il 23 giugno.

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Il Grande Gioco economico del Circolo polare Artico


L’Artico, il Grande Nord celebrato da poeti e geografi, è l’ultimo spicchio di terra rimasto da scoprire, letteralmente. Questa scoperta si sta compiendo da diversi anni, da quando lo scioglimento dei ghiacci sta liberando enormi porzioni di territorio che rendono la terra dei ghiacci non solo più facilmente navigabile, ma consentono ai mezzi dell’uomo di avventurarsi alla ricerca delle straordinarie risorse naturali che qui sono custodite. Risorse alimentari – grandi banchi di pesce – e soprattutto energetiche, visto che le stime ipotizzano che sotto il ghiaccio sempre più sottile dell’Artico siano custodite enormi riserve energetiche di petrolio e gas. Si dice addirittura il 25-30 % del totale. Ma non c’è solo questo. Per capire la straordinaria importanza strategica dell’Artico bisogna osservare una mappa o un planisfero e notare come dal vertice del mondo si dipanino straordinari vie che collegano gli Oceani diminuendo vertiginosamente le distanza fra mercati lontanissimi.

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Il nuovo numero di Crusoe: Il risiko economico del Grande Nord


Questa settimana parliamo di Circolo Polare Artico, il Grande Nord, che con lo scioglimento dei ghiacci è diventato una terra per corsari, avventurieri con l’amore del rischio che provano a tracciare nuove rotte lungo le quali far correre i binari della globalizzazione che, per quanto rallentata dalla crisi, è ancora viva e vitale. L’Artico è una terra ricca di opportunità e di risorse, si stima contenga il 30% delle riserve energetiche globali, e nell’Artico si incontrano i due grandi protagonisti del ‘900, gli Usa e la Russia, con quest’ultima a fianco della Cina, ormai coprotagonista del grande gioco nordico. Una vicenda tanto interessante quanto poco osservata.

Nella nostra rubrica Parole famose abbiamo riprodotto stralci dell’intervento del vice direttore di Bankitalia che ha parlato in Parlamento di sofferenze bancarie, un tema che ancora preoccupa non poco i regolatori. Serve a conoscere meglio il fenomeno e le sue dimensioni. Come lettura della settimana abbiamo scelto il rapporto dell’Agenzia delle entrate sul mercato immobiliare italiano, che espone alcune luci davanti a molte ombre, ma che ci consente un moderato ottimismo sul futuro. Leggerlo aiuterà a capire, fra le altre cose, come mai c’è ancora un quarto della popolazione che non è in grado di comprare casa.

Completano la nostra newsletter la selezione delle notizie della settimana, e le notizie invisibili, quelle che trovi solo su Crusoe. Buona lettura.

Ci rivediamo il 26 maggio.

Cronicario: Evviva l’Italia dello Zerodue


Proverbio del 16 maggio Un uomo libero legato a una corda prima o poi la spezza

Numero del giorno: 30.900.000.000 Surplus commerciale EZ a marzo 2017

Perché a un certo punto della vita bisogna decidere se volersi bene, pure se col naso storto e le maniglie dell’amore, oppure se inseguire il profilo apollineo e il girovita di Rambo e rimanerci male ogni volta davanti allo specchio. Ecco, mutatis mutandis, dopo l’ultimo dato rilasciato da Istat sul nostro pil ho deciso ora e per sempre: evviva l’Italia dello Zerodue, sorella di quella dello Zerotré.

Questa crescita mensile, cui corrisponde una crescita annuale dello 0,8% disegna la nostra fisionomia meglio di un Pinturicchio. Siamo in pieno miniaturismo statistico, cura maniacale del dettaglio, ricerca della profondità nell’infinitamente piccolo. siamo i teorici e pratici della slow economy. Uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà farlo.

Quest’opera è di sicuro meritoria del mio affetto, visto che già verrà a mancare quello dei mercati, e spero anche del vostro. Dobbiamo volere bene all’Italia dello Zerodue e farcela pure piacere perché non c’è un’altra e nessun altro le vorrà bene al posto nostro. E quando leggete che intanto il Pil in Germania è cresciuto dello 0,6, ricordate a questi esterofili che siamo gagliardi almeno quando gli Stati Uniti, su base mensile, e quanto la Francia, su base annuale. Non è tutta colpa nostra. Ci disegnano così.

Ora penserete che il Cronicario non è una cosa seria e avete perfettamente ragione. Ma questo non vuol dire che non diamo notizie serie. Ad esempio poco fa è uscito l’Oil market report dell’IEA che seguiamo religiosamente perché le vicende petrolifere hanno su di me effetto lisergico.

Non ditemi che sono strano perché lo so già. Ebbene, il report parla di mercato sostanzialmente bilanciato e fa scopa con quello che ha lasciato trapelare Putin che ipotizza il proseguimento dei tagli decisi con Opec a novembre scorso.

Tutto ciò dovrebbe dare stabilità al mercato dell’energia, e quindi ai prezzi, che dalle contraddanze del petrolio dipendono parecchio. E dai prezzi dipende l’inflazione e la Bce, e i tassi di interesse e la solita solfa che sapete già.

Concludo in bellezza con un paio di dati. Uno che riguarda l’inflazione in UK, che ho mutuato dall’ultimo rapporto della BoE. Come si osserva i prezzi stanno risalendo e ciò in parte è stato determinato dalla svalutazione della sterlina.

L’altra arriva dalla Germania, di recente nelle grazie del Fmi per le sue performance. Oggi l’istituto di statistica ha diffuso i dati sull’occupazione, sottolineando che rispetto a un anno fa gli occupati sono aumentati di 638 mila unità nel primo quarto del 2017 rispetto al primo 2016. Il grosso della crescita è tirato dai servizi.

Capite perché a noi, che amiamo lo Zerodue, i tedeschi ci fanno un filo incazzare.

A domani

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La (quasi) riscossa dell’acciaio europeo


La tenue ripresa europea sembra giovi al mercato continentale dell’acciaio, almeno secondo le ultime rilevazioni diffuse di recente da Eurofer, l’associazione dei produttori europei che proprio la settimana scorsa ha indetto L’European steel day, l’edizione 2017 dell’appuntamento che i produttori dedicano a illustrare le sfide che attendono il settore.

Ma è evidente, come sanno i lettori di Crusoe che ricordano l’approfondimento dedicato all’acciaio che abbiamo pubblicato nel numero 13, che non è solo, o almeno non solo, la sostenibilità ambientale il problema di fondo della produzione europea. La questione principale rimane sempre la stessa: la sua sostenibilità economica, in contesto internazionale di grande competizione con i paesi emergenti – Cina in testa – e gli Usa, dove la nuova amministrazione ha fatto capire chiaramente di voler intervenire pesantemente, e soprattutto il grande problema della sovracapacità di produzione, da tempo all’attenzione di Ocse per i rilevanti effetti che provoca sull’economia internazionale.

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Il nuovo numero di Crusoe: Alla scoperta del mercato dell’acciaio europeo. Arrivano le “Parole famose”


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Questa settimana Crusoe riprende il discorso sul mercato dell’acciaio che avevamo iniziato nel numero 13, focalizzando l’attenzione sul mercato europeo al quale è dedicato l’ultimo rapporto Eurofer pubblicato alcuni giorni fa. I produttori europei si confrontano con una ripresa della domanda, trainata da quella dell’economia, e ci consentono di osservare come i vari settori, dalle costruzioni all’automotive, influenzino il consumo finale, che però impatta notevolmente anche sulle importazioni, che tuttora e malgrado alcuni dazi imposti dall’Ue, provengono in gran parte dalla Cina. Il mercato sta conoscendo una fase di risveglio, ma le complessità sono rimaste, e se ne è parlato anche in occasione del convegno organizzato da Eurofer il 10 di questo mese.

Questa settimana inoltre, presentiamo un nuovo prodotto che di tanto in tanto sostituirà la Chat con gli amici di Crusoe. L’abbiamo chiamato Le ultime parole famose, e consiste nella pubblicazione di stralci di discorsi tenuti nel corso della settimana da personaggi che hanno responsabilità nei processi dell’economia. Ovviamente troverai anche il link col documento completo e in lingua originale, qualora non fosse in italiano. Speriamo che questa novità ti piaccia e che contribuisca alla costruzione del tuo personale portafoglio di fonti alle quali attingere per soddisfare le tue curiosità.

Come lettura della settimana troverai il rapporto sullo Shadow banking pubblicato nei giorni scorso dal FSB, un’entità internazionale di regolatori che vigila sulla stabilità finanziaria globale.

Chiude la nostra newsletter la consueta selezione delle notizie della settimana e poi le nostre notizie invisibili, quelle che trovi solo su Crusoe. Buona lettura.

Ci rivediamo il 19 maggio.