Cronicario: Il nuovo sport italiano: cercare lavoro


Proverbio del 19 ottobre La tartaruga non abbandona la sua corazza

Numero del giorno: 6,8 Crescita Pil cinese nel terzo trimestre

Siccome è giovedì e inizio a soffrire di sindrome da week end prossimo ma ancora lontano, decido di occuparmi solo di cose leggere, di quelle capaci di tenere desta senza troppo sforzo l’attenzione di voi divoratori del Cronicario, che sarete come me immagino estenuati dall’attesa che ancora ci attende prima dell’agognata ricompensa.

Mi agito svogliato fra grafici e tabelle dall’aria defatigante fino a che pure oggi non mi arriva l’Istat in soccorso. Il mio istituto preferito lancia uno di quegli argomenti perfetti per l’aperitivo del pomeriggio, da affrontare dopo il primo cicchetto e l’immancabile boccata di nicotina: gli italiani e lo sport.

Anzi, guardate l’infografica che è meno faticosa: è pur sempre la vigilia di venerdì.

M’interrogo se avere un italiano su tre che si agita facendo sport, e addirittura uno su quattro che lo fa regolarmente, faccia di noi una popolazione atletica, anche se certo, quel 39,1% di sedentari non è che deponga a nostro favore.

Mi sorge però il sospetto che questi sedentari siano impegnati in pratiche sportive che la statistica, notoriamente imperfetta, fatica a inquadrare nella sua tassonomia, forse perché magari fatica ad aggiornarsi. E il sospetto trova una qualche conferma nella tarda mattinata, quando l’Inps produce un gradevole documento redatto dal suo Osservatorio sul precariato. Qui scovo la seguente tabella, che riesce persino a guarire la mia sindrome da vigilia del venerdì.

Ed è nella filigrana di questi andamenti, con l’aumento dei rapporti a termine che surclassa quello dei contratti a tempo indeterminato, che intravedo il nuovo sport degli italiani, magari quelli che l’Istat censisce immeritatamente come sedentari: cercare lavoro. Vi do un altro indizio: le assunzioni a tempo indeterminato sono calate del 30,7% fra gennaio/agosto 2016 su gennaio/agosto 2015, e di un altro 3,5% nello stesso periodo di quest’anno rispetto all’anno scorso. al contrario, le assunzioni a termine sono cresciute del 4,8 nel 2016 e del 26,3 nel 2017.

Peraltro è uno sport molto dibattuto. Al bar e nei talk show, ammesso che ci siano differenze, ha superato il campionato e persino la Champions, e come si addice a queste discussioni, molti di quelli che ne parlano non sanno quel che dicono. Esempio:

Il 61% a tempo indeterminato….

Non preoccuparti, piccoletto. Sappi solo che è personaggio illustre, per giunta contornato da sedicenti giornalisti che non hanno battuto ciglio quando la rilasciato questa dichiarazione diciamo approssimativa. Tu pensa a studiare le lingue. Così è più facile trovare un lavoro stabile e farti una carriera. All’estero.

A domani.

 

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