Cronicario: Il talento di Mister T: svaluta il dollaro e il commercio Usa peggiora


Proverbio del 26 gennaio Nella stagione cattiva le acque scorrono all’indietro

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Ora che pendiamo tutti dalle labbra di Mister Trump, davosiani e semplici umani, che ha regalato un bellissimo discorso ai magnati e ai loro derivati assiepati nel vertice innevato svizzero, mi accorgo che nelle mie orecchie risuonano espressioni antiche che danno la cifra della portata veramente innovativa del neo Presidente Usa. Parole nuove come protezionismo, dazi, svalutazione competitiva, guerra valutaria.

La cosa è talmente seria (si fa per dire) che stamattina persino un pezzo grosso della Bce, Benoit Coeuré, ha lamentato (dopo Draghi ieri) che “i recenti commenti sui cambi non sono stati utili”. Si riferiva al delfino di Trump, il segretario del Tesoro Usa Steve Mnuchin, che sempre a Davos aveva osservato di non spiacersi troppo dell’indebolimento del dollaro. Apriti cielo Sempre Couré, oggi: “In questo momento una guerra valutaria è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno”.

Riapriti cielo. Ai pennaioli non è parso vero poter contare su una bella lite euroamericana per rinfrescare le cronache davosiane, quest’anno più insipide del solito. Prima il dazio sulle lavatrici. Poi la svalutazione competitiva. Infine la guerra valutaria…

Pregustando la narrazione cinematografica della nuova guerra dei mondi, sdraiati sulla poltrona del luogo comune, i nostri illuminati osservatori hanno dimenticato di far caso alla fastidiosa realtà che, come al solito, appare dove non te l’aspetti, come quel diavolo dispettoso che è. E così, mentre volenterosi contabili notavano la straordinaria svalutazione del dollaro rispetto all’euro da quando Mister T è in carica – un bel 15% abbondante – e vi faccio grazie di quella verso il resto del mondo, la bilancia commerciale Usa esibiva inosservata il peggioramento più vistoso degli ultimi anni, sempre dall’arrivo di Trump.

Queste meraviglioso risultato – la svalutazione che peggiora il saldo commerciale anziché migliorarlo – che fa strame di un paio di secoli di teoria del commercio internazionale, stupirà solo coloro ai quali è sfuggito lo straordinario talento di Mister T. Capovolgere ciò che sembra per realizzare ciò che è.

Perciò mi chiedo davvero quale sarà l’esito dell’America First, che Trump ha ripetuto ai davosiani e anzi invitandoli a far lo stesso a ognuno a casa loro. Sta a vedere che il neoegoismo predicato da mister T farà degli Usa il paese più altruista al mondo. A sua insaputa.

A lunedì.

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