Cronicario: Disoccupati o no, all’estero si va solo in vacanza


Proverbio del 27 marzo Chi non ha un passato non ha un futuro

Numero del giorno: 16,1 Incremento % profitti corporate cinesi a inizio 2018

Ora dategli torto, a quei giovani disoccupati europei che non hanno la minima intenzione di andare all’estero a cercare lavoro. Fategli la paternale, che ai tempi vostri – anzi a quelli del nonno – ogni scusa era buona per riempire la valigia di cartone di calzini col buco e semi di basilico ed emigrare. Vorrei vedere voi, oggi a vent’anni, cresciuti a pane e telefonini, con le coccole tipiche delle famiglie allargate, a fare i bagagli e partire per chissà dove, specie in un mondo dove albeggiano idee geniali come quella del reddito di paranza, meglio se vicino casa.

E infatti non emigrano, come registra con statistico disappunto Eurostat, che proprio oggi ha pubblicato questa rappresentazione edificante dei nostri giovani disoccupati.

Come vedete i nostri ragazzi italiani sono meno choosy (cit.) degli olandesi e dei danesi, ma comunque stanno intorno al 60%, quindi più media Ue che è del 50%. E scusate se è poco. La qualcosa mostra un’inconfutabile tendenza alla stanzialità della maggior parte della popolazione che vanifica decenni di Erasmus e di corsi di lingua.

Sempre per aggiungere contrizione alla nostra pena, osservo che i disoccupati pronti a traslocare in un altro paese all’interno dell’Ue sono meno del 10%, mentre fra gli occupati oltre l’80 fra i meglio istruiti e più del 90% fra quelli meno istruiti non ci pensa minimamente a trasferirsi altrove.

E tutto ciò ci conduce all’amara conclusione: all’estero, disoccupati o no, la gente ci vuole andare solo in vacanza.

Ora se neanche dieci anni di crisi sono bastati a curarci da questo pernicioso attaccamento alle nostre latitudini, meglio metterci una pietra sopra e prepararsi al peggio. Che arriverà, statene certi. E non perché io gufo, ma perché arrivano chiari segnali da Francoforte che la bonanza monetaria volge al termine. Oggi due pezzi grossi del board hanno detto, l’uno di aspettarsi che dopo settembre finiscano gli stimoli monetari. L’altro che è ragionevole che il mercato prezzi un rialzo dei tassi nella seconda metà del 2019. E cosa succederà quando i tassi torneranno a livello normale?

Nel frattempo Supermario avrà lasciato il Reno e noi chissà che governo avremo.

Quindi godetevi la vacanza, visto che Pasqua è vicina. Mi raccomando all’estero.

A domani.

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