Cronicario: L’instancabile petroyuan ispira i giovani lavoratori italiani


Proverbio del 30 marzo Parole sdolcinate delizie degli sciocchi

Numero del giorno 1.669 Sportelli bancari chiusi in Italia nel 2017

Zitto zitto il Petroyuan di Shangai, ossia il giovanissimo future sul petrolio in yuan, presunto spauracchio del Petrodollaro di New York e Londra, ha concluso oggi la sua prima settimana di vita non solo in buona salute, ma anche prendendosi qualche soddisfazione sugli anziani Brent e WTI. Stamattina la quotazione del future cinese ha superato quello dei signori del barile, probabilmente perché i trader internazionali si sono lasciati sedurre dai vantaggi fiscali promessi dai cinesi a chi fa capolino a Shangai, e quindi hanno comprato più contratti.  O forse perché una vocina maliziosa e vagamente interessata ha fatto circolare la notizia che i cinesi starebbero preparando il terreno per concludere il loro primo acquisto di petrolio direttamente in yuan, che suona come l’annuncio dell’ormai imminente l’invasione aliena del Petroyuan nei mercati finanziari globali.

Se ricordate che qualche mese fa i cinesi hanno aperto un sistema di pagamento con i russi per  regolare i flussi monetari bilaterali in yuan e rubli, e ci mettete dentro che la Russia è ancora la prima fornitrice di petrolio dei cinesi, potete persino arrivarci da soli alla conclusione su chi accetterà l’eventuale primo pagamento in yuan di petrolio, finendo di scombinare un mercato già frizzantino a causa del petroyuan.

Esatto. E da qui in poi lasciate spazio alla fantasia, se proprio non avete di meglio da fare durante il pontone pasquale. Ad esempio ricordando che fra i grandi fornitori dei cinesi c’è l’Angola, che magari qualche yuan se lo intasca volentieri e soprattutto c’è l’Arabia Saudita, che hai visto mai…Ma, fantasie a parte sappiate che la rivoluzione del future cinese procederà silenziosamente nottetempo anche mentre voi mangiate la colomba, la pastiera o quello che vi piace, perché il petroyuan non si fermerà certo per una bagattella come le vacanze di pasqua. Lunedì mattina sarà di nuovo pronto a scombinare la pasquetta dei trader distratti, perché il future cinese sul petrolio non riposa mai. Un po’ come accade ai giovani europei che secondo quanto ci racconta Eurostat lavorano in gran parte – ovviamente quelli che lavorano – durante il week end.

Ora a parte il dettaglio che quelli che lavorano sono praticamente dei superstiti

fa un certo effetto scoprire che un bel 40% dei giovani lavoratori del nostro paese lavorano nel week end. Peggio di loro solo i greci. Ne deduco che i nostri giovani sono maturi per la competizione con i cinesi, ed era pure ora. Manca solo che vengano pagati in yuan. Ovviamente non convertibile.

Buona vacanze. Anche a chi non le fa.

Ci vediamo dopo Pasqua.

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