Cronicario: La Cina vuo’ fa l’americana, la Germania l’européenne


Proverbio del 17 aprile Ci sono sempre orecchie dall’altro lato del muro

Numero del giorno: 1,5 Crescita Pil in Italia nel 2018 secondo previsioni Fmi

Grandi cose accadono sotto il cielo di questa mezza primavera dove il mondo mostra di essersi definitivamente capovolto, per la gioia degli amanti dei sottosopra. Per dire: l’America, patria del libero mercato, o almeno così la contrabbandano, si innamora dei dazi (che ha sempre utilizzato) e invece la Cina comunista annuncia oggi, dopo le lunghe intemerate di qualche giorno fa, misure concrete per aprire la sua economia ai capitali esteri.

E mica bruscolini. Entro il 2022 Pechino vuole rimuovere i limiti al possesso di azioni da parte degli stranieri sulle joint venture nel settore delle auto. La qualcosa in un mercato che si stima venderà 30 milioni di auto l’anno da qui a un decennio è capace di suscitare più di un appetito. E mica solo questo. Sempre la National Development and Reform Commission, la Grande Pianificatrice cinese, toglierà dal 2018 i limiti al possesso azionario straniero anche in aziende che agiscono in settori strategici come la cantieristica navale e la manifattura di aerei. La qualcosa significherà pure qualcosa, visto che la Cina detiene la prima flotta mercantile per numero di navi al mondo.

Questo mentre il governo cinese baccaglia con Mister T (weet) mettendo balzelli sul sorgo, che non è la prima persona del verbo sorgere ma un cereale che i cinesi importano dagli Usa. Ora tutto ciò dovrebbe farci riflettere su come sta andando il mondo di questi tempi. Ma se ancora avete dubbi allora dovete leggere che dice la Merkel a proposito del futuro dell’Europa: “La Germania darà un proprio contributo autonomo, e troveremo entro giugno una soluzione comune con la Francia”.

Questo lo stesso giorno in cui Juncker dice che “L’Unione europea non è un club guidato dalla Francia e dalla Germania, ma un’unione a 28”. Non ridete, non è colpa mia se succedono queste cose in Europa, mentre dall’una e dall’altra parte del mondo si prendono a schiaffoni (per ora) commerciali.

A proposito di commercio. Sono usciti i dati Istat sul commercio estero italiano che sono la cartina tornasole del clima che si addensa sulla nostra testolina senza capo (di governo).

Basta leggere le prime righe per capire. I mercati extra Ue regalano sempre meno soddisfazioni, e figuratevi quando Mister T(weet) e l’imperatore Xi inizieranno a suonarsele davvero. Nel dubbio noi italiani oggi abbiamo dato un altro contributo alla distensione in senso liberale dell’economia, visto che il CdM ha deliberato l’utilizzo della golden power per la concessione a una società aerospaziale tedesca di una licenza d’suo per lo sviluppo di materiale aerospaziale, e insieme nei confronti di Piaggio per la vendita del ramo d’azienda Evo. Si prepara l’economia di lotta e di governo.

A domani.

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