Cronicario: La Cina dice Xi a Mister T(weet)


Proverbio del 9 aprile L’uomo saggio non sa molte cose. Chi sa molto non è saggio

Numero del giorno: 0,8 Incremento costo del lavoro in Italia nel 2017

Allora ero rimasto a ieri, quando il ministero degli esteri cinese diceva per bocca altrui che non avrebbe più rivolto la parola agli Usa, quando oggi d’improvviso mi son caduti gli occhi sulle dichiarazioni che il Figlio de Cielo Xi Jinping ha rilasciato al Forum di Boao, che non è una nuova marca di bagnoschiuma, ma una pregevole località cinese che si candida a diventare la Davos asiatica senza la vista sulle Alpi, ma in compenso con un ottimo affaccio sul Mare Cinese Meridionale, che la Cina considera il suo Mare nostrum ed è un filino più strategico delle Alpi per il futuro della globalizzazione. E chissà perché.

Quindi ieri ero rimasto al ministero degli esteri che diceva essere “impossibile avviare negoziati commerciali e gli attriti sono responsabilità degli Usa”. E già mi figuravo gli sfracelli per noi europei che sull’export verso gli Usa ci campiamo mica male.

Quando tutto d’un tratto il davosiano Xi, molto applaudito nella sua versione alpina,

ha fatto una delle sue migliori performance mondialistiche che quasi quasi risalgono le borse. Almeno per oggi. Ma per apprezzarla serve una premessa. Anzi, una promessa. Che ovviamente non poteva che provenire da lui: Mister T.

Ora il nostro Mister T. stavolta in versione Twitter, deve a tal punto aver ispirato il presidente cinese che nel suo discorso al forum asiatico il Figlio de Cielo ha detto Xi. Scusate: ha detto sì. La Cina allenterà i limiti agli investitori stranieri nel settore dell’auto e taglierà “significativamente” i dazi all’import di veicoli. Ma mica solo questo. Xi ha promesso più apertura dei mercati, ambiente più attrattivo per gli investimenti esteri, protezione effettiva della proprietà intellettuale e ampliamento delle importazioni. Questo per confermare che la porta della Cina “non sarà chiusa, ma aperta di più”.

E mica solo alle automobili. La Cina ha annunciato misure nel 2017 che avrebbero portato gli investitori stranieri ad aumentare le quote nei settori finanziari, come banche e assicurazioni, e ora “garantiremo che queste misure si materializzino”. Mister Tweet sarà di sicuro soddisfatto. I cinesi anche.

Indovinate chi paga.

A domani.

 

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