Cronicario: Il pil rallenta, ma il governo di più


Proverbio del 7 maggio Anche le scimmie cadono dagli alberi

Numero del giorno: 3.125.000.000.000 Riserve valutarie cinesi ad aprile

Siccome vi so interessati alla tregenda che si sta consumando sui più bei colli romani, vi do subito la notizia del giorno: il governo non lo vuole fare nessuno. Né quelli che hanno vinto, che ancora si devono mettere d’accordo se ha vinto il partito o la coalizione, né quelli che hanno perso, per la semplice ragione che non vogliono perdere di più la prossima volta. Perciò alle consultazioni lampo seguono spedizioni a quel paese altrettanto repentine, che spostano la soluzione della crisi del governo che non c’è alle calende greche, ormai divenute classicamente italiane. Perché hai voglia a dire che i tedeschi ci hanno messo sei mesi a fare il governo. Noi, che siamo più bravi di loro, di loro ci metteremo sei mesi a rifare le elezioni.

Questo lampo di genio italico non vi sarà sfuggito, ma nel caso è giusto sappiate che i tragediatori più o meno stellati hanno già fissato la data delle elezioni all’8 luglio: se non ci sarà il governo politico i sedicenti vincitori hanno già deciso che rivinceranno fra due mesi. Poi certo dovrebbe essere il presidente della repubblica a decidere questi dettagli. Ma che volete che sia nei tempi in cui si governa coi blog?

Quindi se votiamo a luglio vorrà dire in pratica che siccome rivinceranno quelli che hanno già vinto e che non hanno nessuna voglia di fare un governo prima delle vacanze estive, arriveremo a settembre col povero capo dello stato costretto a consultazioni balneari all’acqua pazza, quando ormai sul limitare della legge di bilancio partiranno le clausole di salvaguardia che faranno schizzare l’Iva più in alto di dove non sia già, per la gioia del Fisco che già ha visto salire il gettito Iva dell1,5% nel primo trimestre di quest’anno a 24,6 miliardi. Fino ad allora il paese avrà continuato a godersi le vacanze, mentre il governo che non c’è, interpretato ancora da quello che c’era, continuerà a somministrargli i brodini che gli servono per mantenere il suo splendido stato di salute economica.

I risultati si stanno già vedendo. Oggi l’Istat ha rilasciato la sua nota mensile nella quale osserva che la crescita rallenta, come da copione.

E se l’economia non ha fretta, figuratevi la politica.

A domani.

 

 

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