Cronicario: Sostenete anche la stampa sovrana (e la cannabis)


Proverbio del 19 luglio La bugia più astuta dura solo una settimana

Numero del giorno: 62,8 Aumento % export vino italiano in Cina nel IQ/2018

Alitalia, e vabbé. Le pensioni di cittadinanza, eccerto. Il reddito per i cittadini (anche per i cittadini extracomunitari?), eccome. Ma una parolina buona per la stampa, rigorosamente sovrana, la vogliamo spendere?

Notate che parliamo di vendite che sommano digitale e cartaceo e poi fatevi il segno della croce e magari recitate una prece. Dico a voi, cari Governanti, lo so che odiate giornali e giornalisti per mille giustissime ragioni, ma sempre posti di lavoro sono. E poi se non le pubblicano i giornali sovrani le vostre facce belle, ma chi lo fa?

Prima che pensiate che questo pensiero sia sorto nella mia testolina matta – notoriamente incapace di riflessione profonda e quindi al passo coi tempi – sappiate che l’esortazione m’è sbucata fuori come una lumaca dopo la pioggia di esternazioni del nuovo presidente della Fieg, che poi sarebbe la federazione degli editori e dei giornali. Costui, ormai perfettamente allineato con lo spirito del tempo, ha rivolto un appello accorato dalle pagine di un noto quotidiano economico con la carta salmonata per dire che “la crisi ci ha imposto di tagliare tanto negli ultimi 10 anni. Come hanno fatto la Francia o altri Paesi, io penso che il governo debba però guardare con interesse a finanziamenti e iniziative di sostegno. Non si tratta di mere distribuzioni di risorse, ma di interventi per finanziare la qualità dei giornalisti. La Francia ha dato 120 milioni alla France Presse. Sostenere l’editoria significa sostenere l’informazione di qualità che è un presidio democratico, riconosciuto dalla Costituzione all’articolo 21”.

Ora stendiamo un velo pietoso sull’informazione di qualità italiana. Rimane il tema, cari governanti: volete dare soldi a tutti, che fa non avanzano due spicci per chi vi va fare sempre bella figura?

Sono sicuro, cari governanti, che troverete un po’ di minibot anche per i giornalisti. Ma nel caso doveste aver difficoltà a reperire i soldi per colpa del ministro tirchio dell’economia che rima (a caso?) con Mammamia, vi do una notizia che ho scoperto leggendo una meravigliosa dichiarazione di una vostra illuminata collega ministra grazie alla quale ho saputo che aumenteremo le importazioni di cannabis terapeutica dall’Olanda per far fronte alle crescenti necessità nazionali.

E mica sono briciole. Parliamo di circa 700 chili di mariagiovanna importate quest’anno e il prossimo. Ora dico, ma possibile che non riusciamo a produrre una cannabis sovrana? Eppure esiste una certa qualità calabra, mi dicono i beninformati.

E infatti neanche i tempo di far cessare l’eco della ministra dichiarante, è arrivata la proposta di Coldiretti, strenua paladina del patrio suolo e delle coltivazioni nazionali, che ha buttato là due cifre bellissime: la coltivazione, trasformazione e commercio della cannabis a scopo terapeutico per soddisfare i bisogni dei pazienti “potrebbe avvenire anche in Italia e garantire un reddito di 1,4 miliardi e almeno 10 mila posti di lavoro dai campi ai flaconi”.

La cannabis sovrana potrebbe sostenere la stampa nazionale generando una corrispondenza di amorosi sensi fra la percezione alterata (a scopo medico sia chiaro) e l’alterazione sistematica della realtà. Purché sia sovrana.

A domani.

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