Cronicario: Lo spread bussa, ma non apre nessuno


Proverbio del 3 agosto La casa è dove si sta bene

Numero del giorno: 1,7 Aumento % annuo produzione industriale Italia a giugno

Lo so che state chiudendo le valigie e meno di niente v’interessa sapere che là fuori, nel mondo fantastico della finanza, stanno arrotando le lame della ghigliottina che si prepara per noi l’autunno prossimo. Però è vero pure che le disgrazie peggiori arrivano ad agosto – avrete notato la quantità di turisti finiti nei guai in questi giorni – e a quanto pare quelli là fuori, che abbiamo evocato col nostro intelligentissimo dibattito politico nazionale, si stanno esercitando per bene.

Oggi, per dire lo spread è tornato pesantemente a far parlare di sé, facendo schizzare quello del decennale a 261 punti e, soprattutto, quello del biennale, che a un certo punto è salito di 29 punti base portando il rendimento all’1,27%. Insomma: lo spread bussa alla nostra porta. Solo che non c’è nessuno.

A parte il magico mondo parlamentare, impegnato nell’estenuante compito di trasformare in legge la Dignità, nelle stanze felpate e retro’ della burocrazia si respira un’aria sempre più rarefatta, mentre l’Istat nella sua nota mensile di luglio, certifica il prosieguo del rallentamento della crescita tirata già dall’andamento negativo dell’export netto.

Volete un esempio del senso comune della realtà? Eccovene uno. Il nostro paterno fisco ha sospeso l’invio di un milione di cartelle e comunicazioni varie, immagino per non guastarci le vacanze, e il nostro beneamato ministro dell’economia, che casualmente (?) rima con Mammamia, si è premurato di farci sapere che “nell’ottica di una sempre maggiore attenzione verso i cittadini, l’amministrazione finanziaria ha deciso di sospendere ad agosto l’invio di oltre un milione di atti. È un segno di riguardo nei confronti dei contribuenti, con l’obiettivo di ridurre al minimo eventuali disagi in un periodo particolare dell’anno”.

Capirete bene quanto siamo preoccupati per lo spread.

A lunedì.

 

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  1. fausto

    L’assalto speculativo al debito italiano è un sempreverde. Ogni tanto torna a succedere.

    Resta da capire cosa effettivamente credano di ottenere i “maghi” della finanza: credono davvero di poter far fallire l’Italia senza che ci siano conseguenze? Qualcuno si è chiesto cosa succederà ai bilanci delle banche (tutte) quando i nostri titoli dovessero cominciare a deprezzarsi? Per fare danno, diciamo, 1 miliardo all’Italia quanti miliardi sono disposti a far vaporizzare sulle varie piazze finanziarie? Ne vale la pena?

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    • Maurizio Sgroi

      salve,
      il fatto che l’attacco speculativo al debito italiano sia un evergreen, dipende dal fatto che è un evergreen il nostro debito. tutto il resto è politica.
      grazie per il commento

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