Cronicario: L’importanza di chiamarsi Romano (Pecorino)


Proverbio del 18 ottobre La felicità raramente si accompagna a uno stomaco vuoto

Numero del giorno: 12.8 Quota % di cittadini italiani che hanno tatuaggi

Siccome siamo uomini di panza, nel senso che indulgiamo ai piaceri di gola, abbiamo accolto con grande sollievo la notizia che l’accordo sulla Brexit (se verrà votato dal parlamento britannico) abbia salvato in extremis settemilaseicento quintali di pecorino romano che rischiavano di vagare nel non luogo di un hard Brexit, fra una frontiera e l’altra, senza sapere come a quando e soprattutto se avrebbero trovato approdo sui deschi britannici, insospettabilmente ghiotti di sapori campagnoli centroitalici, e soprattutto a quale costo.

E infatti il presidente dell’associazione che tutela il pecorino romano – siamo un paese molto associale – ha subito levato i calici. Comprensibilmente visto che l’agroalimentare italiano esporta 3,4 miliardi nell’UK.

Ma la vera notizia è un’altra che lo stesso presidente fa notare en passant, da vero signore. Ossia che il pecorino romano ha “evitato i dazi Usa grazie ai nostri legali”.  L’entrata in vigore dei dazi, infatti, colpisce molti formaggi italiani, a partire dal parmigiano e proprio dal pecorino.

Ma non quello romano dop. Che perciò esce indenne sia dalla Brexit che da Trump. Hai capito i romani?

Buon week end.

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