Cronicario: Per lavorare al MEF serve l’inglese, ma la scuola se ne infischia


Proverbio del 28 marzo Se vuoi imparare qualcosa ascolta i bambini

Numero del giorno: 1,4 Crescita pil prevista nel 2018 da Prometeia

Visto che dovete fare un governo, che uno s’immagina serva a qualcosa, vorrei farvi sapere, cari signori della politica, che il MEF, ossia il ministero dell’economia e finanze che qualcuno di voi andrà ad occupare ha indetto un concorso per 400 funzionari ai quali si richiede, oltre alla laurea, anche la conoscenza dell’inglese.

Ora va bene la laurea: ci mancherebbe altro che un funzionario del MEF non abbia studiato almeno una ventina d’anni. Quello che fa specie è che si pretenda la conoscenza di una lingua che il sistema scolastico pubblico non è stato in grado di insegnare.

In pratica il 40% della popolazione italiana conosce almeno una lingua, e sorvoliamo sul come la conosca. E pure ipotizzando che sia l’inglese, il bando del MEF sancisce una chiara discriminazione aggravata dal fatto che in settant’anni di istruzione pubblica non siamo stati neanche in grado di insegnare agli italiani a parlare bene l’italiano, figuriamoci l’inglese. Con la conseguenza che chi ha potuto si è pagato i corsi privati e ha svoltato. Gli altri si sono arrangiati cantando Let it be e speriamo che se la cavano a orecchio, visto che, oltre alla scuola carente, siamo cresciuti pure sotto il tallone di ferro della consorteria dei doppiatori, che impedisce tuttora al pubblico italiano di godersi un film o una serie tv in lingua originale – che di certo avrebbe giovato all’apprendimento linguistico – con i sottotitoli come accade in gran parte del mondo, avanzato ed emergente. Per dire mi è capitato di vedere in Nordafrica un film in inglese sottotitolato in francese e arabo. Poi vai a stupirti che laggiù parlino più lingue di noi.

Di buono c’è che qualche progresso l’abbiamo fatto.

Nella scuola primaria, dice Eurostat, più di nove bambini su dieci studiano una lingua straniera. Magari sarà un’ora a settimana, ma vabbé: è il pensiero che conta. Perciò non state a preoccuparvi, cari politici. Non sforzatevi a pensare di farci studiare l’inglese dall’asilo, visto che l’italiano è una lingua morta che non basta manco per il ministero. Male che vada il concorso al MEF lo vinceranno gli alunni delle elementari. Fra trent’anni.

A domani.

 

 

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