Ecco dove sono finiti i depositi delle famiglie

Le ultime statistiche bancarie diffuse dalla Bis di Basilea ci consentono di fare un ulteriore passo in avanti nella comprensione dei flussi globali di liquidità che sempre più massicciamente circolano per il mondo nella forma di credito bancario trans-frontaliero. Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, questi flussi risultavano in crescita di ben 431 miliardi di dollari, il 6% su base annua, con i flussi denominati in valuta statunitense arrivati a 418 miliardi mentre quelli in yen e euro decrescevano di 66 e 75 miliardi.

In ogni caso, lo stock complessivo di crediti ormai quota 35,6 trilioni. Buona parte di questi crediti, sempre nel quarto trimestre, sono stati presi a prestito da prenditori canadesi (+20% su base annua) e poi britannici (+13%) e statunitensi (+11%). Si segnala anche un certo shift fra i centri offshore, con le isole Cayman a perdere 60 miliardi e i centri asiatici di Hong Kong e Singapore guadagnarne rispettivamente 36 e 43.

Sono tornati positivi anche i flussi verso i paesi emergenti (+34 miliardi), dopo due trimestri di deflussi, ma soprattutto sono aumentati i crediti denominati in dollari fuori dagli Usa, che hanno raggiunto quota 12,7 trilioni (+5%).

Più interessante, il dato sulla crescita dei depositi bancari comunica una notevole crescita di questa voce dei bilanci degli istituti, passata dagli 86 trilioni di fine 2019 ai 100 trilioni di fine 2020.

Questi depositi, alimentati dalle famiglie (+16%) e dalle imprese non finanziarie (+23%), sono l’evidente conseguenze delle politiche adottate per far fronte alla pandemia.

Dal lato degli asset – i depositi sono sul lato dei debiti delle banche – a questo incremento di depositi ha corrisposto in larga parte un aumento del credito verso l’interno del paese, che in larga parte si sono indirizzati verso i bond emessi dal governo e in generale verso i crediti al settore ufficiale.

In sostanza i debiti fatti dal governo, che hanno alimentato i crediti di famiglie imprese verso il settore bancario, sono diventati crediti delle banche verso il governo. Negli Usa questo aumento di crediti verso il governo è cresciuto del 21% su base annua, nella zona euro del 15%. E’ la magia dei tempi moderni.

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