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Cronicario: La spesa diventa più cara, ci salverà il sushi


Proverbio del 17 luglio La gioia è destinata a chi ha il cuore contento

Numero del giorno: 1,7 Aumento % del fatturato dell’industria a maggio vs aprile

Non so se mi inquieta di più sapere che l’indice dei prezzi al consumo è stato rivisto al ribasso o sapere che, al tempo stesso, è aumentato l’indice del cosiddetto carrello della spesa, ossia il costo della vita di quello che compriamo tutti i giorni: beni alimentari, cura della casa o della persona. Il primo, a giugno, scende dall’1,4% all’1,3% su base annua, il secondo accelera, sempre su base annua, del 2,2%, dall’1,7% di maggio. E siccome al supermercato uno ci deve andare tutti i giorni, mentre gli effetti benefici dell’inflazione sul pil nominale non li capisce nessuno, finisce che mi preoccupo più del carrello, anche perché, pure se rivisto al ribasso, l’indice dei prezzi al consumo risente drammaticamente del costo della bolletta energetica, che non solo prosciuga i nostri attivi commerciali, ma anche il mio assai più modesto attivo salariale in qualità di consumatore onnivoro di idrocarburi, oltre che di carboidrati.

Aì più curiosi di voi che si domandano come mai tutto aumenti tranne lo stipendio, rispondo con questo bellissimo grafico prodotto da Istat che contiene anche alcune informazioni utili.

Per dire: mica è vero che aumenta tutto. Il peso dell’istruzione è in potente calo. Sarà mica questo il segreto del successo del nostro sistema educativo?

Dubbioso circa l’effetto dei prezzi bassi per stimolare la domanda, preferisco lasciarmi distrarre dalla notizia del giorno che a me, che sono cresciuto guardando con Jeeg Robot e guidando Yamaha, fa particolarmente piacere: l’Ue ha firmato l’accordo di libero scambio col Giappone.

Sicché il nostro Donald T., dopo aver amoreggiato con i cinesi a Pechino in nome dell’interesse europeo, oggi ha fatto la stessa cosa col primo ministro giapponese e ha firmato un trattato di libero scambio che nelle parole del compagno di merende di Donald T., il claudicante (per sciatica) Juncker “proteggerà dal protezionismo”, che deve essere la traduzione brussellina del famoso detto anonimo “i dazi liberano dal liberalismo”. Non faccio in tempo a farmi folgorare dalla rivelazione che Eurostat se ne esce con una delle sue note che mi riporta d’improvviso al discorso iniziale: l’andamento della ricchezza reale nell’eurozona, e in particolare a casa nostra. Fatevi due risate (per dire).

La prima curva mostra l’incremento della ricchezza reale nell’Ue a confronto con quella italiana, rigorosamente al di sotto. La seconda curva mostra l’aumento della povertà nell’Ue a confronto con quella italiana, regolarmente al di sopra. Dite che c’è da preoccuparsi? Ma no, basta mangiare sushi.

A domani.

 

Cronicario: Donald T gomplotta per l’Eurocina


Proverbio del 16 luglio La sfortuna non viene se l’uomo non la chiama

Numero del giorno: 966.000.000 Calo surplus commercio Italia 5/2018 su 5/2017

Oggi Donald T. ha incontrato il primo ministro cinese a Pechino, mentre l’altro Donald T. incontrava il presidente russo in Finlandia. I due Donald T. non potrebbero essere più diversi: non condividono alcuna idea e hanno persino una pessima opinione l’uno dell’altro. Figuratevi che uno dei Donald T, che ha confidenza coi social, ha detto che l’Ue è una nemica e quindi l’altro Donald T. è nemico in quanto europeo.

In questo caos vagamente patologico non mi stupisco che mentre un Donal T. dice ai cinesi di volere evitare a tutti i costi le guerre commerciali, l’altro Donald T. abbia salutato il suo vertice dicendo sempre su Twitter che i rapporti con i russi non sono mai stati peggiori pure se conferma di volerne uno buono. Dal canto suo il primo ministro cinese ha ribadito al Donald T. europeo che il suo paese aprirà le frontiere agli investimenti europei, aspettandosi evidentemente la stessa cosa, e che spera di costruire insieme all’Europa un percorso comune per avere un commercio più aperto riscrivendo in chiave migliorative le regole del Wto, dal quale l’altro Donald T ha minacciato di uscire (come peraltro ha minacciato di voler fare anche con la Nato).

Laddove i due Donald T. finalmente diventano uno è nell’esito. A furia di dire che l’Ue è il nemico (D.T. 1), o che la Cina “è una forza di stabilità” (D.T. 2), ne verrà fuori il vero motore del cambiamento di questo tormentato inizio di XXI secolo: l’Eurocina. L’illuminazione m’accende appena vedo questo disegnino.

E che ci vuole? La Cina è già la prima esportatrice per l’Ue. Basta che diventa anche la prima importatrice al posto degli Usa e il gioco è fatto. Il gomblotto dei Donald T. sta funzionando. State sereni.

A domani.