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Cronicario. Gretas for future 2: il ritorno


Proverbio del giorno E’ povero chi non sa mai quando ha abbastanza

Numero del giorno: 482 Satelliti lanciati per Starlink da Elon Musk

Adesso che finalmente è finita la Pontemia, possiamo tornare a dedicarci a quelle piccole gioie quotidiane che abbellivano la nostra vita prima che il coronacoso ci ricordasse una spiacevole verità.

Ecco l’ho detto: moriremo tutti un giorno!

Rimane il fatto che il coronacoso non ci spaventa più come una volta. Avrete notato un certo rilassamento dei costumi…

C’è persino gente che si abbraccia senza mascherina, e va al mare.

Eh sì signora mia. Ho visto anche due che si scambiavano dei baci senza il doveroso distanziamento. Ma non si preoccupi. E’ tutta una questione di prospettiva. Se l’idea della dipartita prematura a causa di coronacoso appassisce, rifiorisce in compenso quella della dipartita a lungo termine. E non parliamo di 100 anni. Ma assai prima.

Greta, who else? La gentile ragazzina che preconizzava che ci resta un pugno di anni per salvare dal disastro ecologico.

E così il collettivo italiano dei Fridays for future si è fatto vivo annunciando nuove clamorose iniziative per ricordare a tutti noi non tanto che dobbiamo morire – quello è un dettaglio – ma che moriremo di disordini climatici, per prevenire i quali faranno una bella manifestazione. Ma attenzione: seguiranno le regole, loro: installeranno centinaia di paia di scarpe nelle piazze italiane, per simulare la loro presenza ma senza esserci. D’altronde le scuole sono chiuse, capirete- Lo scopo: “Gli ingenti (?) fondi (quali?) a nostra disposizione – dicono devono essere utilizzati per un ambizioso piano di transizione ecologica”.

 

Scampati al coronacoso, verremo investiti da Gretas for future. E non esiste vaccino.

A domani.

Cronicario: Si scalda il Fis(i)co di sostegno


Proverbio del 23 gennaio I corvi sono dappertutto neri

Numeri del giorno: 616 Persone che risultano contagiate dal virus cinese

Provo a raccapezzarmi fra notizie che dicono tutto e il contrario di tutto, ma con risultati scarsi.

Per dire: l’Inps prima dice che nel 2019 ha autorizzato 259,6 milioni di ore di cassa integrazione, il 20,2% in più rispetto al 2018. E poi dice che nei primi 11 mesi del 2019 c’è stato un aumento del 111% dei contratti a tempo indeterminato.

Per un attimo  – ma solo un attimo eh – penso persino di approfondire. Ma poi lo spirito del tempo ha il sopravvento.

Anche perché vengo raggiunto da una dichiarazione fulminante del nostro ministro dell’Economia, che rima sempre con Mammamia pure se nel frattempo il titolare ha cambiato nome. Costui, il nuovo titolare non il vecchio, dalle cime di Davos, non più innevate a causa del riscaldamento globale e delle parole infuocate di GretaS, se n’è uscito con la spiegazione definitiva sulla crisi.

Eccole: “L’Italia, e l’Europa, hanno bisogno di una posizione fiscale che sostenga”. Perché è tutta una questione di sostegni, signora mia. Ma attenzione, “non si tratta di spendere per spendere, piuttosto di colmare una carenza di investimenti”.

Sissignora. “Dobbiamo chiederci – dice il ministro economico – perché in Europa ci siano tassi più bassi che negli Usa. E la risposta è che gli Usa hanno avuto uno stimolo di bilancio, che ha rilanciato la crescita e consentito tassi più alti”.

E’ chiaro che con un ministro così non basta il Fisco di sostegno. Ci vuole anche il fisico.

A domani.