Etichettato: IIF debito globale nel 2020

Il debito del mondo supera i 277 trilioni di dollari


Si calcola che alla fine del 2020 il debito globale, considerato come la somma dei debiti del settore privato e di quello pubblico, supererà i 277 trilioni, che equivalgono a circa il 360% del pil mondiale. Molto più che una montagna ormai. Le società vivono su un altopiano di obbligazioni, potremmo dire, lungo il quale si articola la nostra sofferta quotidianità, senza che sia davvero possibile comprendere – visto che ormai siamo entrati pienamente nella Storia – quali saranno le conseguenze di questi andamenti.

Il fatto che qualche voce fuggita dal senno torni a parlare di cancellazione dei debiti la dice lunga. La verità, come abbiamo più volte letto e scritto, è che nessuno sa bene come gestire questa mole di debiti alla quale corrisponde – ed è sempre bene ricordarlo – una equivalente massa di crediti. Ciò significa che ci sono tanti ricchi oltre a molti poveri, a livello globale, a comporre l’articolato panorama delle diseguaglianze che tanto lavoro da a sociologi, economisti e politici più o meno da strapazzo.

Il futuro ci dirà cosa ne faremo di questi debiti. Intanto contentiamoci di contemplarli, osservando come la pandemia, che ha dato una robusta spinta all’insù – l’Institute of International Finance che ha fatto i conti qui riportati calcola una crescita di debiti per 15 trilioni di dollari rispetto al 2019 – non ha certo creato questa tendenza al sovra-indebitamento: l’ha semplicemente rafforzata. Questa strada l’avevamo intrapresa già molto tempo fa.

Ed è stata intrapresa coralmente da tutti i paesi del mondo, soprattutto per iniziativa dei governi. Questi ultimi hanno reagito come era facile prevedere all’emergenza sanitaria, col risultato che hanno approfondito notevolmente la loro esposizione.

Fra i paesi emergenti si segnala la Cina, che ormai da anni viaggia lungo un crinale che diventa via via più ripido seguendo la crescita del proprio debito, ormai arrivato a livello stratosferici.

Ma a fare scuola non sono certo i paesi emergenti, dove la Cina primeggia indisturbata, ma le economia avanzate, che hanno iniziato da molto più tempo la loro cavalcata. L’IIF ha calcolato che i debiti globali nei mercati maturi siano arrivato al 432% del pil nel terzo trimestre del 2020, con un incremento di 50 punti rispetto a un anno fa. Il grosso di questo aumento è avvenuto negli Usa, che hanno contribuito per la metà.

Quanto ai settori, il debito fuori dal sistema finanziario è arrivato a 206 trilioni nel terzo quarto di quest’anno, dai 194 del 2019. I governi hanno pesato il 60% di questo incremento. Il debito del settore corporate è cresciuto di 4,3 trilioni nello stesso periodo e quello delle famiglie di “appena” 500 miliardi, arrivando a quasi 50 trilioni.

Altre informazioni utili arrivano dall’analisi dei dati, che trovate riepilogate nei grafici a seguire.

Una in particolare merita di essere sottolineata. La spesa per interessi dei governi è assai più gravosa per gli emergenti che per i paesi avanzati, che hanno intrapreso una strada che li ha condotti velocemente verso l’azzeramento dei tassi di interesse. Ciò significa che non sappiamo come finirà questa storia. Ma chi la sta già pagando cara sì.

 

Il debito globale si avvia a superare il 340% del pil


Il fatto che dicano che sia assolutamente indispensabile e anzi auspicabile, non significa affatto che fare nuovi debiti per far fronte all’emergenza sanitaria sia una benedizione. Specie in un mondo dove già la massa totale dei debiti, pubblici e privati, ha raggiunto una quota mai vista a tempo di pace.

Nei calcoli dell’IIF, nel 2019, quindi assai prima che la pandemia esigesse il suo prezzo, questa montagna di obbligazioni, alla quale giova ricordarlo corrispondono dei crediti, era già cresciuta di 10 trilioni di dollari, quindi 10.000 miliardi per tutti i settori a livello globale, portando il suo peso sul pil del mondo al 322%, per un valore assoluto di debiti arrivati a 255 trilioni di dollari. Quindi 255.000 miliardi, che fa risuonare meglio la sua enormità.

Vale la pena sottolineare che questa cifra risultava essere in crescita del 40% rispetto al 2008. Col che veniamo a sapere che quell’altra crisi, quella ormai cancellata da quella nuova, è costata al mondo 87 trilioni di nuovi debiti, che valgono anche come riferimento per farci un’idea di quanto potrà al mondo il coronavirus. Per memoria, vale la pena anche ricordare che quest’anno scadono bond per 20 trilioni, 4,3 dei quali fra i paesi emergenti, e sarà interessante osservare da dove arriveranno le risorse, pure se qualche sospetto già fa capolino.

Di sicuro l’ennesima emergenza contribuirà a far raggiungere nuove vette. “Il debito globale è previsto crescere drammaticamente nel 2020”, scrivono gli economisti. E per farsene un’idea basta osservare il ritmo delle emissioni governative che nell’ultimo mese hanno raggiunto i 2,1 trilioni, ossia più del doppio della media mensile di 0,9 trilioni del periodo 2017-19.

Da cui la conclusione: “Se l’indebitamento netto del governo raddoppierà dai livelli del 2019 – e vi è una contrazione del 3% nell’attività economica globale (termini nominali) – lo stock di debito del mondo salirà dal 322% del Pil a oltre il 342% quest’anno”.

Per cronaca, val la pena sottolineare che la parte del leone, in questa montagna di debiti, la fanno i governi (da 35 trilioni nel 2007 a 70) e il settore corporate (74 trilioni, il 92% del pil).

Vi diranno che non è un problema, e che comunque non possiamo farne a meno. Ma non è tutta la verità.

(1/segue)