Cronicario: E a metà giornata l’Europa si spegne


Proverbio del 20 febbraio Non è la mano che dona, ma il cuore

Numero del giorno: 14 Aumento % uso carte di credito in Irlanda al 12/16

Mi devo sbrigare a scrivere il Cronicario perché ho scoperto grazie ai buoni uffici di Eurostat che l’Europa a malapena ha energia per arrivare a metà giornata, e l’Italia ancora meno. Si e no arriviamo al caffé della colazione.

dipendenza-energetica-eu

Addirittura viene fuori che la dipendenza energetica nel 2015, anno a cui si riferiscono i dati, è peggiore di quelle che c’era nel 1990. Dal che deduco che tutta la favoletta delle rinnovabili, dell’efficienza o addirittura dell’autosufficienza energetica, è stata talmente ben scritta che non c’ha creduto nessuno. Oggi più che mai dipendiamo dagli arabi e dai russi, altroché. Anzi: c’è stata pure un’evoluzione: ora dipendiamo anche dagli Usa, almeno per il petrolio.

exportusapetrolio

Questa bella tabella che ho trovato su Platts misura come sia cambiata la vocazione degli Usa dopo la rimozione del divieto di esportare petrolio dal dicembre 2015. Ebbene, noi italiani siamo diventati il terzo mercato di esportazione del petrolio americano dopo l’Olanda e Curacao. Ne assorbiamo persino più della Cina. La cosa scoraggiante è che questa situazione si verifica a fronte di un consumo in calo dell’11% dal suo picco, nel 2006.

consumo-energia

Capite bene perché questo problema sia diventato l’argomento principale del nostro dibattito politico in questi giorni convulsi. Siamo un paese in costante deficit energetico, con quello che significa oggi, ma per fortuna abbiamo una classe dirigente che conosce le sfide del nostro tempo ed è all’altezza: mica si perde in chiacchiere inutili sugli equilibri interni nel partito di maggioranza relativa.

ironia

Perciò, siccome sto scrivendo soprattutto grazie al petrolio arabo-russo-americano e stasera eviterò di congelare grazie al gas di Putin, a loro rivolgo il sentito ringraziamento che avrei voluto rivolgere ai miei governanti, che invece spenderanno una ventina di miliardi l’anno delle nostre tasse per pagare emiri e compagnie cantanti.

Mi consola che non siamo soli in questa valle di lacrime. Prendete la Germania. I prezzi alla produzione a gennaio 2017 sono schizzati del 2,4% rispetto al gennaio 2016. E indovinate da cosa dipende…Vi do un’indizio: i prezzi dei prodotti petroliferi sono aumentati del 19,7%.

prezzi-germania

Faccio un salto in Uk perché l’istituto di statistica ha avutola cortesia di pubblicare un grafico che dice tutto quello che c’è da sapere sul mondo dopo il 2008.

piluk

La cosa incredibile è che, malgrado noi, siamo ancora una grande economia. Ma fa un certo effetto vedere l’UK che si infligge la complicazione di Brexit dopo aver superato così brillantemente la peggiore crisi dell’ultimo mezzo secolo. Questa curva descrive l’andamento del pil inglese dal 2009, punto di minimo, al 2015.

pil-inglese

Era abbastanza per uscire dall’Ue? Evidentemente si.

A domani.

 

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