Etichettato: revisione pil istat

Cronicario: ZeroUno Ebbasta


Proverbio del 4 ottobre L’ignorante è nemico di se stesso

Numero del giorno: 13,3 Tasso % di risparmio famiglie EZ IIQ 2019 (in aumento sul IQ)

Non volevo ripetermi. Ma visto che l’Istat ha rivisto le stime, io rivedo il titolo. Anche perché è una buonissima notiziona.

Chiaro? Non siamo a crescita zero, come avevano detto quei disfattisti dell’Istat. Adesso i revisionisti dell’Istat ci dicono, che nel secondo trimestre, siamo cresciuti addirittura nientepopòdimeno che dello ZeroUno. Ebbasta, ma va bene così.

Infatti lo ZeroUno di crescita è sia su base mensile, che su base annuale. E come se non bastasse corrisponde anche alla crescita acquisita finora per tutto il 2019. Deve essere una formula vincente.

Capirete perché siamo tutti talmente felici che abbiamo praticamente anche smesso di spendere quel poco che spendevamo e siamo tornati a far crescere i risparmi.

L’inflazione rasoterra ha pure aumentato il nostro potere d’acquisto, ma noi, furbetti del quartierone, ce ne infischiamo e mettiamo tutto da parte. La spesa delle famiglie, infatti, ha contribuito uno zero bello tondo al pil del trimestre.

Crescere è faticoso, d’altronde. Lo sanno tutti.

Buon week end.

 

 

Annunci

Cronicario: Il revisionismo (statistico) incombe su di noi


Proverbio del 23 settembre Il sacerdote celebra le nozza ma non gestisce la casa

Numeri del giorno: 58,75/65 Quotazione in dollari del petrolio WTI/BRENT

Non c’è più il pil di una volta, insieme alle mezze stagioni. E una volta non sono i meravigliosi anni ’60 (per chi c’era) ma i pessimi Duemila, quando il pil zoppicava come un’anatra monca dopo aver boccheggiato per un decennio.

Orbene, poco fa l’Istat ha revisionato al ribasso il pil del 2018, che già era basso di suo. Ma non vi preoccupate: è cresciuto quello del 2016 eh.

Leggetevelo da soli che a me vien da ridere.

Detto ciò, il revisionismo non ha risparmiato manco il deficit – per il debito dobbiamo chiedere a Bankitalia che sta ancora facendo i conti – che l’anno scorso è stato più alto della prima stima. E per fortuna i tassi di interesse sono rasoterra, sennò sai che spasso. Non che negli ultimi due anni sia cambiato granché. La pressione fiscale è inchiodata e la spesa per interessi, nel 2017 come nel 2018, è al 3,7% del pil, ossia alla somma algebrica fra l’avanzo primario (istogramma verde), che non isclude la spesa per interessi, e il deficit (istogramma rosso), che invece li include.

Vabbé non importa. Quello che importa è invece quello che ci dice Istat oltre alla revisione. Ossia come lo abbiamo fatto questo pil.

Guardetela per benino questa tabella. Salvo il 2017, anno in cui la domanda estera netta ha dato un contributo positivo al pil, negli altri anni l’export ha aiutato per niente la crescita. Quella (poca) che c’è stata è stata dovuta in gran parte alla spesa delle famiglie e agli investimenti. Il settore pubblico ha spostato poco. Quindi a questo punto dovreste avere chiari cosa serve fare per darci un tono e infischiarcene una volta per tutta delle revisioni.

E cacciateli una buona volta, questi spicci che tenete sotto il materasso. Sennò ve li fanno cacciare.

A domani.