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Cronicario: Il governo taglia l’aumento delle tasse


Proverbio del 25 giugno Per chi le cose nel momento giusto ogni giorno vale tre

Numero del giorno: 1.440 Prezzo in dollari dell’oncia d’oro, al massimo da sei anni

Per chi si fosse sintonizzato solo adesso: va tutto bene. Il governo del cambiamento sta procedendo spedito verso il sol della governabilità a venire che, come ci ha ricordato uno dei VicePremier, è l’unica garanzia contro il temutissimo governo dei tecnici che potrebbe persino sapere quello che fa e perciò interrompere un’emozione.

Ma state sereni, siamo ancora lontani da certe derive. Me ne convinco leggendo alcune illuminate dichiarazioni del ministro dell’economia, che rima (e non a caso) con Mammamia, che, fra le altre cose, assicura la ferma volontà del governo “di tenere il deficit basso e continuare con l’obiettivo di diminuzione del debito non attraverso l’innalzamento delle tasse ma attraverso più basse spese correnti”.

La migliore comunque è arrivata dopo. A chi gli chiedeva se, come giurato e spergiurato, nella prossima finanziaria arriverà l’gognatissimo taglio delle tasse, il ministro della (fanta)economia ha detto: “Certamente fa parte dei nostri obiettivi”. Ci sarebbe quella cosetta da una ventina di miliardi di Iva, che sempre tasse sono. Ed è qui che si può apprezzare il genio del governo del cambiamento. Infatti il mi(ni)ster ha spiegato che in “il parlamaneto l’ha approvato e perciò fa parte dell’attuale legge dello stato”. Aggiungendo però che “stiamo lavorando per evitarlo”. Quindi si tagliano quest’anno le tasse aumentate l’anno scorso.

Questo si che è un cambiamento.

A domani.

 

 

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