Cronicario: Un’armata di broccoletti e merluzzi marcia sulla Bce


Proverbio del 3 febbraio L’amico lavora al sole, il nemico nell’ombra

Numero del giorno: 1,1 Aumento % su base annua vendite al dettaglio nell’EZ

Che brutto sogno, cari miei: un’armata di broccoletti incazzati, fiancheggiata da ali minacciose di lattuga fresca marciava decisa dal Manzanarre al Reno, in direzione Francoforte. L’orda vegetale, veniva avvistata prontamente dal nostro amato Mago di EZ, di vedetta sull’Eurotower, che dispiegava le sue contromisure spiegando che non avrebbe consentito agli scarti della terra di guadagnare la vetta, preparandosi così a un lungo assedio di cui domani canteranno i poeti.

torre

Poi, per fortuna, mi son svegliato. Stavo sbavando sull’ultima release dell’Istat sui prezzi al consumo che avevo adocchiato prima del pisolino postprandiale ed evidentemente mal digerito. In particolare, sospetto, quel 20,1% di crescita dei prezzi dei vegetali freschi a gennaio 2017 sul gennaio 2016 che improvvisamente mi spiega come mai l’insalata sia diventata un bene di lusso. Mica solo lei: la frutta fresca è aumentata del 7%, e anche il pesce è aumentato del 30%, dice non so quale associazione di categoria. Sicché comincio a farmi domande inquietanti.

dar-vadeer

Sarà pure la stagionalità, mi dico tornando a leggere la release, ma l’armata di broccoletti e merluzzi che fa salire i prezzi come una marea mi sembra solo l’avanguardia di un esercito ancora più grande che ha fatto salire l’inflazione dello 0,9 su base annua, sempre a gennaio, ancora sotto il mitico target del 2%, ma facendola accelerare d’improvviso. L’inflazione di fondo, quella che gli istruiti chiamano inflazione core, quindi senza energia e cibi freschi, rallenta persino, su base mensile, da 0,6 a 0,5%. Ma rimane il fatto che i beni energetici dobbiamo pagarli e che sono cresciuti parecchio da quando l’Opec ha serrato i rubinetti.

A proposito li ha serrati davvero? Stando quello che trovo su Platts non sembra proprio.

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Ma in ogni caso il petrolio ormai è stabile sopra i 50 dollari, quanto basta per dare fiato alle produzioni Usa di shale. Si va verso una stabilizzazione, e l’andamento dell’inflazione, che già genera notevoli fraintendimenti, dovrà essere nuovamente riconsiderato, con grandi ambasce per le banche centrali, a cominciare dalla Bce.

E mica solo per lei. Anche la Fed c’ha le sue gatte da pelare, specie dopo che un pezzo grosso del Congresso le ha fatto assaggiare una dose di #Trumpsuasion.

letteraafed

Ve l’avevo detto che si avvicinava il momento. Sicché adesso la banca centrale di MagicWorld deve vedersela con la politica che vuole insegnarle un po’ di educazione finanziaria, buttando via un po’ delle regole e regolette che scocciano le banche, e insieme deve fare i conti con un mercato del lavoro che “ha assunto vivacemente a gennaio”, come canta estasiato il WSJ contando i 227mila nuovi posti di lavoro e l’aumento della partecipazione al lavoro. Quella storiella di alzare i tassi a breve rischia sempre più di diventare una storia vera.

disoccupazione-usa

Il grafico sopra misura il tasso di disoccupazione. Quest’altro il non farm payroll ossia il numero di posti di lavoro creati al netto di operai e dipendenti governativi, che a gennaio ha toccato le famose 227 mila unità.

nonfarmpayroll

E che ti fa la Fed: se ne infischia e rilascia gli esercizi di stress test per le banche previsti dal Dodd Frank act che Trump vuole triturare. Altro che broccoletti.

Bye bye Mrs Yellen.

yellen

A lunedì.

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