Cronicario: L’evoluzione del Made in Usa: s’adda cumpra’


Proverbio del 26 marzo Dove c’è volontà, c’è soluzione

Numero del giorno: 2,6 Deficit/Pil Francia 2017. Prima volta sotto 3% in 10 anni.

Finalmente si comincia a vedere il futuro del commercio internazionale. Le vecchie teoria dei fair trade, che giocavano sui vantaggi comparati, le ragioni di scambio, la divisione del lavoro e tutto l’armamentario favoloso degli economisti primitivi, hanno chiaramente ceduto il passo all’arma finale: il dazio. Si negozia con la pistola sul tavolo, meglio se fumante.

Stamattina infatti è arrivata fresca fresca la notizia che la Corea del Sud sarà esentata vita natural durante dai dazi del 25% sull’acciaio visto che ha deciso di concedere un’ulteriore apertura dei suoi mercati alle auto Usa. E sempre stamattina, il solitamente bene informato (e pettegolo) Wall Street Journal ha detto che le diplomazie sino-statunitensi sono all’opera per fare seguire alle fiamme delle dichiarazioni ufficiali, condite di dazi, un bel getto di acqua fresca nella forma di un accordo fra i due litiganti che farà godere soprattutto Trump. Dicono sempre i bene informati che, oltre ad avere maggiori apertura sulle importazioni d’auto made in Usa, i cinesi dovranno infatti impegnarsi a concedere alcune cose all’industria finanziaria Usa e dovranno pure acquistare ancora più microchip dagli americani di quanti non ne comprino già.

Parliamo di oltre 100 miliardi di import dagli Usa di questa roba. Sicché la nuova teoria del commercio internazionale, che volenterose teste d’uovo accademiche. come sempre assai disponibili al costo modico di una qualche consulenza stanno già elaborando, si baserà su un semplice principio che finalmente trasformerà questa teoria, una delle disciplina più angosciose per gli studenti d’economia, in una passeggiata: il made in Usa s’adda cumpra’ (e scusate il napoletano approssimativo).

Detto ciò, noi italiani dovremmo iniziare a preoccuparci sul serio, visto che il confine fra teoria e pratica tende a sfumarsi di questi tempi. Giusto oggi è uscito il nostro commercio estero extra Ue che mostra un certo attivo, a febbraio, buona parte del quale è costruito sulla buona volontà di acquirenti degli Usa.

Ora che ci toccherà comprare a noi per non fare incazzare Mister T?

A domani.

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