Cronicario: E tutti vissero felici e Conte..nti


Proverbio del 1 giugno Lavora quando sorge il sole, riposa al tramonto

Numero del giorno: -5,5 Calo % pil italiano dal III Q 2008

Quant’è bello il governo verdolino, mi dico oggi che la borsa cresce del duessei e lo spread torna ramengo da dov’era venuto, più o meno dalle parti di chissà. Finalmente respiro un senso di ritrovata concordia che dev’esser merito del governo X, quello del pareggio, che messo d’accordo gli italien, sostenitori del governo 1, e gli spreadator, tifosi del governo 2, che si sono dovuti accontentare delle pregevoli allocuzioni del premier che ci sarebbe potuto essere ma che non ci sarà più che insieme al trolley tanto celebrato dai palazzinari dell’informazione si è fatto vedere al festival dell’economia di Trento per allietare i suoi numerosi sostenitori.

Sicché mentre il migliore dei governi impossibili rassicurava tutti noi, regalandoci finalmente un week end pacifico fra i baci e gli abbracci del Gatto e la Volpe col Mangiafuoco sul Colle, il premier che ci sarà più ci regalava alcune perle che avrebbero potuto essere il programma del governo che non ci sarà ma che avrebbe potuto esserci, e perciò è meglio ricordarle, queste perle, perché prima o poi le ritroveremo fra le glosse del mitico contratto del nuovo governo, ma sotto mentite spoglie. E vediamo se sbaglio.

Cominciamo dalle buone nuove: “Partire con un governo tecnico che avrebbe portato alle elezioni, con lo spread molto elevato, senza una maggioranza parlamentare sarebbe stato molto difficile, mentre adesso questa estate sarà un po’ più tranquilla”.

Già il fatto di aver salvato le sacre ferie degli italiani è motivo sufficiente per amare questo governo. Ma poi c’è quello che poteva succedere col governo 2. Il premier che non c’è più definisce “un errore” la pace fiscale vergata nel contratto degli italieni, che non è altro che “un condono e peraltro molto generoso”, un errore l’uscita dall’euro dell’Italia, proprio come la flat tax, e suggerisce persino di innalzare la tasse di successione, considerando che “non possiamo spendere di più”. Il quasi premier infatti avrebbe puntato sulla riduzione del deficit. Quanto allo spread, “il problema sarà fra un anno o due”, non appena l’economia dovesse mettersi male. Ma per allora chissà, il governo verdellino potrebbe aver cambiato colore.

C’è pure una nota politica rilevante, quando Mr Spending Review dice che l’unica spesa che non si deve tagliare è quella per la scuola pubblica perché l’Italia ha bisogno di capitale umano.

Ma soprattutto la notizia più rilevante: “Le prossime elezioni ci saranno penso fra cinque anni, quindi c’è tempo per pensarci. Ho sempre pensato che per fare il politico vero e proprio ci vuole stomaco più forte del mio”.

Sicché il governo verdolino ce lo terremo cinque anni, e per fortuna. Avremo tutto il tempo di farcelo piacere. Pinocchio in versione 2018 è finita col lieto fine delle favole. E tutti vissero felici e Conte..nti.

A lunedì.

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