Cronicario: Un deficit positivo per abolire la povertà


Proverbio del 26 settembre Nel giorno della vittoria nessuno è stanco

Numero del giorno: 0,206 Tasso % collocamento Bot a sei mesi di oggi

Lo so : direte che stavolta ho esagerato. Che scrivere deficit positivo su un titolo sia troppo anche per il Cronicario, che non risparmia sull’assurdo, anzi lo persegue. Figurarsi poi abolire la povertà, che neanche il Padreterno c’è mai riuscito (è vero pure che non stava al governo però). E tuttavia stavolta siamo innocenti. Abbiamo raccolto, rapiti ed estasiati, le allocuzioni recenti del ministro uno e bino, che diventa trino se s’aggiunge pure ch’è vicepremier, che oggi ha dato fondo alla sua migliore dialettica, autenticamente hegeliana, spiegando che a) con il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza a 780 euro verrà abolita la povertà nel nostro paese,

e poi che b) per quanto riguarda i livelli di deficit, “prima soddisfiamo le esigenze dei cittadini… in base a quella spesa facciamo i tagli delle cose inutili… quello che avanza si fa con un po’ di deficit positivo”, promettendo persino di ripagarlo nei prossimi anni. Il che, ne converrete, è un ossimoro sul genere deficit positivo.

Ah dimenticavo che, oltre ad abolire la povertà e soddisfare le esigenze dei cittadini (unico limite il cielo) c) “Noi vogliamo fare una manovra che aiuti le imprese con la flat tax (sempre a tre aliquote? ndr) e la sburocratizzazione, e che abbia il superamento della Fornero. Tanta roba. Tanti soldi che stiamo quantificando e che credo possano entrare nella prossima legge di bilancio”. Ora siccome credere è importante, ma crederci di più, mi son convinto che il Nostro ci crede a tal punto che ha pure aggiunto che questo nuovo miracolo italiano avverrà tenendo il bilancio in ordine, tagliando ad esempio gli sconti alle piattaforme petrolifere e alle banche come un bravo Robin Hood. E comunque ci sarà anche la pace fiscale che però non è un condono.

Capite bene il buonumore a metà mattinata. Peraltro incoraggiato dal fatto che lo spread recede, evidentemente sedotto a sua volta e i bot semestrali si vendono quasi a zero. Non siamo ai tassi negativi di cinque mesi fa (-0,43 a marzo), ma insomma. Vuoi vedere che il ministro uno e bino piace ai mercati? Scopro invece che è un pregevole gioco di squadra. L’altro ministro, quello che tiene i cordoni della borsa, si trova più o meno alla stessa ora dalle parti di Confcommercio a dire che “sarà una manovra di crescita, ma il debito scenderà”; che “dobbiamo dare segno a chi ci presta i soldi”; che ci saranno interventi, tipo reddito di cittadinanza,. ma che “aldilà delle etichette” si tratta di “permettere più facilmente le trasformazioni del tessuto produttivo che creano problemi transitori nel tessuto sociale”, che a me odora più di indennità di disoccupazione che di sussidio generalizzato; e infine che arriveranno i magici investimenti pubblici che faranno il miracolo della crescita. Non è deficit positivo ma poco ci manca. “Domani saranno presentati i saldi di bilancio”, conclude, promettendo pure che eviterà l’aumento Iva. Domani peraltro è il 27 del mese, che oltre ad essere il termine previsto per presentare la nota di aggiornamento, è anche San Paganino per l’Italia dei travet. Quindi festa grande.

Domani, domani ti faccio regalo, cantava quella tizia.

A domani quindi.

 

 

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