Cronicario: Tav, chi la sa se l’aspetti (e speri)


Proverbio del 6 febbraio Quando si rompe il letto c’è sempre il pavimento dove sdraiarsi

Numero del giorno: 24.207 Domande complessive di adesione a quota 100 arrivate finora all’Inps

Ma vi sembra normale che la notizia del giorno sia ancora la Tav? E non tanto perché si faccia o non si faccia – eh sarebbe bello – ma perché il ministro tal de’ tali ha mandato in Europa il documento sull’analisi costi benefici anziché al ministro talaltro de’ talaltri? Ma com’è possibile?

Capirete che gazzarra. Addirittura si deve scomodare vicepremier Uno (o Due, fate voi) per far sapere a vicepremier Due (o Uno, fate voi), che si era lamentato, che neanche lui aveva letto il tomo poderoso che impegna le migliori intelligenze del paese, ossia l’analisi costi/benefici che dovrebbe rispondere all’annosa domanda: sono più alti gli uni o gli altri?

Addirittura il ministro taluno ha esortato ad aspettare quelle giusto 24 ore che serviranno agli europei per far decantare il tomo. Poi il librone che dovrebbe sciogliere il dilemma verrà diffuso urbi et orbi, persino tradotto. Di sicuro tutti quelli che oggi lo chiedono a gran voce lo leggeranno e finalmente sapremo se la Tav si farà. Chi già lo sa se l’aspetta. Ma non ci spera.

A domani.

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