I paesi emergenti fanno sempre più debiti in euro


Le ultime statistiche sulla liquidità diffuse dalla Bis ci comunicano un’informazione molto utile sui flussi di debito che viaggiano in giro per il mondo. In particolare la crescente preferenza dei mercati internazionali per il credito denominato in euro a fronte di quello in dollari, che decelera.

Informazione assai interessante perché illustra come le divergenze di politica monetaria fra Usa e Ue stiano svolgendo i loro effetti con sempre maggiore decisione, essendo divenute ormai un trend. “Negli ultimi cinque anni – scrive la Bis – il credito in euro è cresciuto a un tasso medio annuo del 10%, rispetto al 4% del credito in dollari USA. Il divario tra le due valute è ancora maggiore per i prestiti bancari: una crescita annua del 9% per il segmento dell’euro rispetto allo zero per il segmento del dollaro Usa”.

A livello aggregato il credito in dollari Usa ai prenditori non bancari, cresciuto del 3% nel terzo trimestre 2018 dopo aver toccato un picco del 7% a fine 2017, è arrivato a quota 11,5 trilioni. Quello in euro, cresciuto del 9% nel terzo trimestre 2018 su base annua è arrivato alla quota record di 3,7 trilioni di dollari (3,2 trilioni di euro).

Se la convenienza economica può servire a spiegare le preferenze di chi prende a prestito, dovremmo farci qualche domanda sulla convenienza di chi dà a prestito, specie considerando che i primi prenditori sono sempre più concentrati nelle economie emergenti. In queste ultime infatti il credito in valuta europea è cresciuto del 13%

Si nota in particolare la crescita pronunciata sia dei prestiti bancari che del debito obbligazionario. Questi paesi si sono indebitati assai meno in dollari – l’emissione netta di debito obbligazionario è stata quasi a crescita zero nel terzo trimestre – e sempre più in euro. La crescita del 13% su base annuale è stata guidata dai prestiti bancari, cresciuti del 15% su base annua a settembre 2018.

I cambiamenti nella geografia dei prestiti ci consentono anche di capire come si sia evoluta la geografia dei rischi che tali prestiti sussumono. Come premessa giova osservare che a livello macro la crescita del credito internazionale è ancora abbastanza moderata rispetto al periodo pre crisi.

Quanto al dove, può essere utile osservare quali fra le economie emergenti siano le campionesse del debito denominato in valuta estera e le loro preferenze monetarie.

La Cina, ovviamente, primeggia per la quantità di debito, in gran parte acceso in dollari. Ma osservate il peso specifico dell’euro nei debiti turchi e messicani. Qualcosa sta cambiando. Meglio saperlo.

 

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