Cartolina: L’anticipo finanziario della Brexit


Non sarà più il 29 marzo, ma il 12 aprile o, al limite, il 22 maggio. Insomma entro un paio di mesi sapremo se l’UK uscirà o no sbattendo la porta dall’Uk. Intanto che aspettiamo, vale la pena osservare cosa è successo nel frattempo nel silenzioso mondo della finanza londinese, fino a oggi principale piazza finanziaria d’Europa. Dalle ricognizioni che ha svolto la Bis di Basilea viene fuori che dal 2015, ossia da quando la Bce lanciò il suo QE dando il via a un regolare acquisto di titoli sovrani (fra gli altri) i più attivi venditori di bond sovrani dell’eurozona siano stati proprio i nostri cugini britannici. Nel dettaglio, le istituzioni finanziarie non bancarie si sono disfate di quasi 300 miliardi di euro di obbligazioni statali denominate in euro, vendendole alla Bce, e li hanno trasformati in buona parte in depositi bancari finiti in pancia a banche fuori dall’eurozona. Non è sfiducia, per carità. E’ un esperimento sociale. 

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