Cartolina: In Fed we trust


Nulla di strano che nel nostro evo ormai disperatamente secolarizzato, i mercati abbiano assegnato attributi sovrannaturali a un’entità per molti oscura, in sospetto di onnipotenza e in predicato di onniscienza. La banca centrale, già prestatore di ultima istanza, è divenuta salvatrice di ultima istanza e, perché no, anche euforizzatrice di ultima istanza, ossia l’unico soggetto capace di moltiplicare i pani e i pesci, prosaicamente rappresentati dai valori azionari, semplicemente con la la sua parola. Anche con cospicue elargizioni di denaro scritturale, a dirla tutta, ma sono dettagli da specialisti. I più, ossia tutti noi, ascoltano la banca centrale dire che la politica monetaria rimarrà accomodante e si accomodano, in borsa o altrove, compiendo ogni giorno il miracolo della proliferazione borsistica del denaro. Una volta ci si raccomandava a Dio per avere la prosperità. Poi abbiamo scoperto che si fa prima con la Fed.

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