Il lento degrado del debito corporate


Dieci anni dopo la crisi, vale la pena osservare, come fa la Bis nella sua ultima relazione annuale, che per alcuni versi si sta peggio di prima. Sul versante del debito corporate, ad esempio, si scopre che non solo solo è aumentato – negli Usa ha superato il livello pre crisi – ma ha drasticamente peggiorato la sua qualità, come si può osservare nel grafico sotto (second pannello da sinistra) che misura il merito di credito delle obbligazioni corporate.

“L’elevato indebitamento rende le imprese più vulnerabili a un possibile inasprimento delle condizioni finanziarie. Anche in un contesto caratterizzato da tassi di interesse continui molto bassi, le condizioni finanziarie potrebbero peggiorare in caso gli utili vacillino”, scrive la Bis. Peraltro le cronache raccontano con dovizia di particolari quanto sia infiammabile questa miscela. Come promemoria è sufficiente ricordare la brusca caduta dei corsi azionari che si è verificata nell’ottobre e nel dicembre scorsi, quando si è osservata anche una diminuzione delle emissioni di bond societari insieme a una corposa fuoriuscita di risorse dai fondi obbligazionari.

Nulla di strano che questa volatilità affligga i mercati se si osserva quanto sia cresciuta la quota di obbligazioni con merito di credito basso. Dal 14% del totale all’inizio del nuovo secolo, questi bond quasi junk sono arrivati al 45% in Europa, mentre negli Usa si è passati dal 29 al 36%. Ciò significa che in caso questi rating vengano ulteriormente ribassati, molti gestori di fondi dovrebbero sbarazzarsi di un mucchio di carta per rimanere dentro le regole dell’investment grade. La qualcosa sembra fatta apposta per scatenare nuove vendite, o almeno timori di vendite.

Detto semplicemente, il degradare del merito di credito obbligazionario, controparte dell’aumento delle quantità di debito, ha creato un ambiente incendiario, assai sensibile alle scintille della sfiducia. Tutto il resto – dalla fragilità degli investimenti all’esito finale di una minore produzione – è una conseguenza di questo stato di cose.

Alcune stime econometriche mostrano che in seguito a un rallentamento gli investimenti di una impresa che si finanzia sul mercato high yield, ossia dei prestiti rischiosi, diminuiscono quasi il doppio rispetto ad altre imprese. Ciò a mostrare che il debito non è innocuo. E’ un fardello. Questo vale per le imprese. Ma anche per gli stati. Ci piaccia o no.

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