Il timore dell’inflazione fa accelerare il mattone

L’accelerazione globale dei prezzi sta provocando una robusta impennata dei corsi immobiliari, già parecchio esuberanti in larga parte delle economie avanzate e in diversi economie emergenti. Gli osservatori continuano a sottolineare la transitorietà di questa fiammata inflazionistica, ma le conseguenze sul settore immobiliare sono evidenti: i prezzi aumentano.

Forse i risparmiatori, o almeno la parte di coloro che con la crisi Covid ha visto crescere i propri risparmi, iniziano a temere che l’inflazione inizi a mordere e riscoprono la seduzione del mattone, che come ogni asset aumenta anche in ragione delle politiche espansive, fiscali e monetarie. Oppure siamo entrati in un nuovo ciclo di espansione settoriale. Rimane il dato: in termini reali i prezzi globali delle abitazioni non solo hanno recuperato il livello anteriore alla grande crisi del 2008, ma sono cresciuti del 22,4% in media, secondo i dati raccolti dalla Bis di Basilea. E le economie avanzate assai più di quelle emergenti.

A livello trimestrale la Banca osserva che nel primo quarto del 2021 a livello globale i prezzi sono aumentati del 4,6% su base annua a fronte del 4,1% dell’ultimo quarto del 2020. Si tratta dell’accelerazione più rilevante dai tempo della Grande Crisi finanziaria del 2007-2009. Nelle economie avanzate la crescita è stata del 7,3%, sempre in media, mentre negli Emergenti “solo” del 2,5%.

Se guardiamo il dato aggregato in termini reali (grafico sopra), permane la grande differenza fra economie avanzate ed emergenti, con le prime cresciute del 29,2% rispetto al livello pre-crisi e le secondo del 17,1%. Anche all’interno delle economie avanzate ci sono grandi differenze. Fra le economie del G20 ce ne sono alcune dove i prezzi reali dal 2010 sono aumentati di oltre il 40%. Fra questi, l’India, il Canada, la Germania e gli Stati Uniti.

Solo due paesi, Italia e Russia, stanno sotto il livello del 2008. Ma si tratta di robuste eccezioni. Se guardiamo i dati riferito alle principali economie dell’Unione Europea, infatti, si osserva che su base annua i prezzi reali sono tutti in salita, anche se meno ripida di altre economie (+5%), con profonde variazioni fra i paesi: dal +9% e +8% di Olanda e Germania, al +1% italiano a alla crescita zero in Spagna.

Se paragoniamo gli andamenti dell’Eurozona con quelli degli altri paesi avanzati, in confronto è ancora più visibile.

Ci sono stati paesi come la Nuova Zelanda e la Danimarca, dove il primo quarto del 2021 ha visto i prezzi reali su base annua crescere rispettivamente del 19 e del 14%. Negli Usa sono aumentati “solo” del 10%. I malpensanti diranno che esiste il rischio di una nuova bolla. Forse hanno ragione. Ma se è così non riguarda solo il mattone.

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