La Fed manovra i tassi per modificare il Tasso

Una volta che abbiamo compreso il funzionamento del corridoio, all’interno del quale il tasso EFFR (Fed Funds rate) oscilla stretto fra il tetto rappresentato dal tasso sulle riserve (tasso IORB) e quello sui reverse repo overnight (tasso ONRRP),

possiamo provare a entrare un po’ più nel dettaglio illustrando come la Fed fa le operazioni di fine tuning per evitare che il tasso principale deragli fuori dal corridoio, come è accaduto ad esempio a giugno del 2018, quando il tasso EFFR si è avvicinato allo soglia superiore del corridoio, superandolo addirittura nel 2019, quando le riserve erano diminuite drasticamente. Questo “scantonamento” si può osservare notando che lo spread fra EFFR e IORB è diventato positivo in quel momento (grafico sotto).

Per evitare questi movimenti “anarchici” la Fed ha sviluppato strategie di contenimento che si basano sempre sulla gestione di tassi amministrati. Basta spostarsi di pochi punti base all’interno del range di tassi obiettivo fissato dal FOMC per orientare significativamente i comportamenti degli operatori finanziari. Il denaro Fed è potente, e concederlo a tassi inferiori, anche solo di pochi punti, offre notevoli margini di manovra.

Per guardare nel periodo più vicino a noi, basta ricordare che nel giugno scorso, il FOMC ha mantenuto il il target EFRR nell’intervallo 0-25 punti base, ma nel frattempo ha aumentato di cinque punti base sia l’IORB che l’ONRRP. Questo è il livello di intervento. Che sembra di portata infinitesimale, ma solo se si trascura di osservare che la Fed muove montagne di dollari al giorno all’interno del suo sistema. E infatti, osservando il grafico sotto si può notare l’estrema reattività dei mercati a questi cosiddetti aggiustamenti tecnici.

La Fed si è servita più volte di queste strategie per tenere ben al guinzaglio il tasso principale all’interno del corridoio. Il grafico sotto riepiloga alcuni di questi “aggiustamenti”.

Il punto interessante è che questa influenza non rimane confinata all’interno del sistema che fa diretto riferimento alla Fed, ma si fa sentire anche su altri strumenti del mercato monetario, compreso il mercato dell’Eurodollaro e dei Repo, oltre che su tassi fuori dal sistema Fed, come l’overnight bank funding rate (OBFR), il secured overnight financing rate (SOFR) e il tri-party general collateral rate (TGCR). Come mostra il grafico sotto, ogni aggiustamento dei tassi Fed si trasferisce in qualche misura anche su questi tassi monetari.

E così la Fed non solo tiene al guinzaglio nel suo corridoio il “suo” tasso (EFFR), ma finisce con l’influenzare anche altri tassi del mercato monetario. Non a caso si chiama Banca centrale.

(3/fine)

Puntata precedente: Il corridoio che determina il tasso Fed

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