Cartolina. Fare la storia

Se davvero, come dicono molti, lo scopo di ogni uomo di potere è entrare nella storia, allora il presidente Usa ha raggiunto il suo obiettivo lo scorso aprile. Non tanto perché fece capitombolare i mercati di tutto il mondo con l’annuncio dei dazi – i mercati com’è noto poi si riprendono – ma perché i suoi dazi sono entrati di diritto nella galleria degli shock commerciali che hanno funestato gli Stati Uniti (e quindi il resto del mondo) dalla seconda metà del XIX secolo, quando l’America non era ancora l’America di oggi, ma ci somigliava. Le tariffe di Trump campeggiano accanto alle famigerate tariffe della coppia Smoot-Hawley, che finirono di far collassare l’economia internazionale negli anni Trenta, e gareggiano con quelle volute da Nixon nel 1971, quando con l’occasione si fece piazza pulita anche del sistema monetario di Bretton Woods. Ma poiché Trump sembra un presidente che non si accontenta, sorge il sospetto che non gli basterà essere solo uno fra gli altri. Probabilmente starà già pensando a qualcosa di ancor più memorabile, per fare sul serio la storia dei dazi. Potrebbe toglierli.
