Etichettato: inflazione e mattone

Ancora una fiammata dei prezzi immobiliari


Le ultime statistiche immobiliari diffuse dalla Bis, relative al quarto trimestre 2021, confermano che la spinta dei prezzi è ben lungi dall’essersi esaurita, pure se, guardando in controluce, mostra alcuni segnali di rallentamento.

Nel quarto trimestre i prezzi reali, a livello globale, sono cresciuti “solo” del 4,6%, rispetto al 5,4% del terzo, portandosi comunque a un livello elevato, rispetto agli standard storici. Per giunta il dato reale sconta il peso, ormai divenuto rilevante, dell’inflazione. I prezzi nominali, infatti, sono risultati in crescita del 10% su base annua, il tasso più elevato dalla crisi del 2008.

Ancora più di rilievo è l’informazione che la crescita dei prezzi continui ad essere divergente: nei paesi avanzati è ben sopra alla media globale – è arrivata nel trimestre al +8,1% sempre su base annua -, mentre nelle economie emergente (EMEs) è ben al di sotto: +1,9%. Nelle economie avanzate (AEs), tre su cinque hanno avuto una crescita dei prezzi superiori al 5%, appena una su cinque fra le EMEs.

Dulcis in fundo, l’onda dei rialzi ha portato il mercato immobiliare globale a un livello che è del 27% più elevato di quello raggiunto all’indomani della crisi finanziaria. Il rischio della bolla, insomma, comincia a diventare concreto.

Fra le economie avanzate, nel quarto trimestre si segnala la crescita del 19% dei prezzi in Australia e del 18% in Nuova Zelanda, e dell’11% negli Stati Uniti. In Europa spiccano l’Olanda (+13%), il Portogallo (+9%) e la Germania (+7%). In Spagna e in Italia i prezzi sono praticamente fermi.

Fra i paesi emergenti, invece, si segnala la Corea del Sud, ben oltre il 10%, mentre in Cina la spinta del mercato si è praticamente azzerata.

Infine, si segnala il caso della Turchia, dove il mattone è cresciuto, in termini reali, del 27%, a fronte del +14% del trimestre precedente. Una classica corsa al bene rifugio, in un paese dove l’inflazione ormai è quasi fuori controllo.